fbpx

RPTC: Chi è il responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza

L’RPTC, o responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza, combatte la corruzione nella pubblica amministrazione italiana. Promuove la trasparenza, l’integrità e l’efficienza dello stato. È un ruolo chiave.

In principio, si pensava che il ruolo del responsabile della Prevenzione della Corruzione (RPC) fosse separato da quello del responsabile della Trasparenza (RT). Tuttavia, con l’emanazione del decreto legislativo del 25 maggio 2016, n. 97, conosciuto come FOIA, le mansioni assegnate a queste due figure sono state fuse nel RPCT.

Questo significa che le singole amministrazioni possono ancora optare per separare le responsabilità tra RPC e RT, soprattutto se vi sono evidenti motivi organizzativi, come ad esempio la complessità di un’organizzazione determinata dalle sue dimensioni.

In questo articolo parleremo del ruolo del RPTC e delle sue funzioni principali.

Per informazioni più specifiche invece, o per una consulenza su misura, visita il nostro sito. Un nostro esperto è pronto ad aiutarti per ogni questione sulla sicurezza nella tua azienda.

Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza: Designazione e attribuzione del ruolo

Esploriamo come viene scelto il responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza (RPTC).

Il metodo di selezione del RPTC necessita di grande cura. La designazione include assegnare doveri precisi per combattere la corruzione e aumentare la trasparenza.

L’organo direttivo delle amministrazioni solitamente individua il Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (RPCT) tra i dirigenti in servizio, apportando eventuali modifiche organizzative necessarie per garantire che l’incarico sia svolto con piena autonomia ed efficacia.

La nomina del RPCT è di competenza dell’organo direttivo e deve essere prevista nell’organigramma dell’amministrazione, con precise attribuzioni, poteri, limiti e responsabilità. Secondo quanto stabilito dalla legge Severino, il RPCT deve essere un membro interno dell’amministrazione. Inoltre, l’incarico deve essere affidato a una persona con una conoscenza adeguata dell’organizzazione e del suo funzionamento, senza un compenso diretto. In caso di mancanza di posizioni dirigenziali, il ruolo di RPCT può essere assegnato anche a personale non dirigente, e deve essere aggiunto ad un incarico preesistente, senza essere esclusivo.

Il RPCT ha ampia autonomia, sia nell’organizzazione che nella valutazione, e deve contribuire a preservare l’integrità dell’amministrazione. L’ANAC consiglia di evitare di nominare RPCT provenienti da settori particolarmente esposti alla corruzione.

Ruolo e funzioni dell’RPTC nella lotta contro la corruzione

Nella lotta contro la corruzione, il responsabile della prevenzione gioca un ruolo chiave. La sua missione è mantenere tutto trasparente e etico. Evita che si verifichino atti illegali tra le mura dello stato.

Le funzioni dell’RPTC sono molteplici e importanti. Controlla se le procedure contro la corruzione funzionano bene. E poi, dà consigli su come migliorare le politiche per una buona gestione.

L’RPTC crea anche corsi per insegnare ai dipendenti come combattere la corruzione. Questi corsi aiutano a costruire un ambiente di lavoro integro. Educare il personale è essenziale per prevenire comportamenti sbagliati.

Lavora insieme ad altre agenzie per combattere la corruzione. Per esempio, collabora con l’ANAC per coordinare meglio le iniziative. Lo scambio di informazioni è fondamentale per questo lavoro di squadra.

Compiti principali del RPCT

Le funzioni principali dell’RPTC includono:

  • Predispone il PTPCT e lo propone all’organo di indirizzo, nonché ne propone la modifica;
  • Vigila sul funzionamento e l’osservanza del PTPCT all’interno dell’amministrazione;
  • Segnala disfunzioni concernenti la trasparenza e l’anticorruzione all’organo di indirizzo e all’organismo indipendente di valutazione;
  • Individua il personale da inserire nei percorsi formativi sia obbligatori sia specifici nel tema riguardante l’anticorruzione;
  • Verifica la rotazione degli incarichi più a rischio corruzione;
  • Riceve le segnalazioni del whistleblowing;
  • Redige e pubblica una relazione annuale, entro il 15 dicembre di ogni anno, a consuntivo, che rendiconta l’attività svolta;
  • Svolge attività di controllo sugli adempimenti riguardanti la trasparenza, segnalando eventuali disfunzioni ove necessario;
  • Riceve e gestisce le istanze di accesso civico semplice;
  • Vigila in materia di incompatibilità e inconferibilità;
  • Indica agli uffici competenti all’esercizio dell’azione disciplinare i nominativi dei dipendenti che non hanno attuato correttamente le misure in materia di prevenzione della corruzione e di trasparenza.

L’azione dell’RPTC è essenziale per una pubblica amministrazione onesta. La sua dedizione nel combattere la corruzione migliora la fiducia dei cittadini verso lo stato italiano.

Dichiarazioni pubbliche e provvedimenti dell’RPTC

Nella lotta contro la corruzione, le dichiarazioni pubbliche e i provvedimenti dell’RPTC sono vitali. Questi aiutano a garantire trasparenza nella pubblica amministrazione.

Le dichiarazioni pubbliche comunicano gli obiettivi e gli impegni. Sono fondamentali per trasparenza e lealtà nella gestione pubblica. Promuovono un’amministrazione aperta e corretta.

I provvedimenti dell’RPTC sono le azioni concrete contro la corruzione. Includono controlli, politiche preventive, promozione dell’etica. Aiutano a identificare e sanzionare le attività illecite.

L’RPTC lavora per un ambiente di lavoro etico e integro.

In sintesi, le azioni dell’RPTC sono cruciali nella lotta alla corruzione. Definiscono obiettivi chiari e promuovono una gestione pubblica responsabile. Garantiscono un’amministrazione trasparente ed efficiente.

Responsabilità e prorogabilità del ruolo dell’RPTC

Sotto l’aspetto della responsabilità, il RPCT è soggetto a sanzioni disciplinari oltre che a risarcire eventuali danni erariali e pregiudizi all’immagine della pubblica amministrazione.

A meno che non dimostri di aver adottato entrambe le seguenti condizioni:

  1. Aver predisposto, prima del fatto, un piano anticorruzione e di averlo seguito in conformità alle prescrizioni, includendo la verifica dell’adeguatezza del piano e della sua efficace implementazione, nonché la proposta di modifiche in caso di cambiamenti nell’organizzazione o nell’attività. Inoltre, deve verificare la rotazione effettiva degli incarichi nei settori a rischio corruzione e identificare il personale da formare presso la Scuola nazionale dell’amministrazione.
  2. Aver sorvegliato il funzionamento e l’osservanza del piano.

La sanzione disciplinare per il RPCT non può essere meno della sospensione dal servizio senza retribuzione, che va da un minimo di un mese a un massimo di sei mesi.

In caso di violazioni ripetute delle misure preventive stabilite dal piano, il RPCT è ancora soggetto alle disposizioni dell’articolo 21 del decreto legislativo del 30 marzo 2001, n. 165, riguardante la “responsabilità dirigenziale”. Inoltre, per mancato controllo, è soggetto a sanzioni disciplinari a meno che dimostri di aver comunicato agli uffici le misure da adottare e le relative modalità e di aver sorvegliato l’osservanza del piano.

 

Articolo a cura di Renato M.G. Sarlo

 

Per altre utili informazioni per la sicurezza nella tua azienda visita il nostro sito, noi di Grimani Consulenze abbiamo servizi dedicati ad ogni esigenza.

Sei già iscritto alla nostra Newsletter? Compila il form qui sotto per non perdere tutti i nostri aggiornamenti.

 



Author: Giorgio Grimani
Aiuto le imprese ad evitare sanzioni dagli enti di controllo tecnici | QHSE | RSPP | DPO

Lascia un commento