- 4 Novembre 2026
- Posted by: Giorgio Grimani
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I near miss, o mancati infortuni, sono eventi potenzialmente pericolosi che si verificano durante il lavoro senza provocare lesioni, ma che avrebbero potuto causarle. Per molto tempo la loro gestione è stata affrontata soprattutto nell’ambito delle politiche aziendali di prevenzione, senza un obbligo generale di denuncia all’INAIL analogo a quello previsto per gli infortuni.
Il quadro normativo è cambiato con il Decreto-legge 31 ottobre 2025, n. 159, convertito con modificazioni dalla Legge 29 dicembre 2025, n. 198. L’articolo 15 introduce disposizioni specifiche per il tracciamento dei mancati infortuni nelle imprese con più di 15 dipendenti.
Per i datori di lavoro è quindi importante distinguere tra l’obbligo di denunciare un infortunio all’INAIL, la gestione interna dei near miss e i nuovi adempimenti previsti dalla normativa.
Near miss: che cosa dice la normativa italiana?
Il riferimento generale per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro rimane il D.Lgs. 81/2008, che disciplina gli obblighi del datore di lavoro e le misure necessarie per prevenire i rischi professionali.
Il decreto non aveva introdotto un obbligo generale di denuncia all’INAIL per ogni mancato infortunio. Tuttavia, la gestione di questi eventi è coerente con gli obiettivi di prevenzione e miglioramento continuo della sicurezza previsti dalla normativa.
In particolare, la valutazione dei rischi deve essere rielaborata nei casi previsti dall’articolo 29 del D.Lgs. 81/2008, tra cui modifiche significative dell’organizzazione o del processo produttivo, evoluzione delle misure preventive e protettive e infortuni significativi. La necessità di aggiornare il documento di valutazione dei rischi (DVR) deve quindi essere verificata in relazione alle caratteristiche dell’evento e alle condizioni rilevate.
La novità più rilevante per i mancati infortuni è però rappresentata dall’articolo 15 del D.L. 159/2025.
D.L. 159/2025: quali novità introduce per i mancati infortuni?
L’articolo 15 del D.L. 159/2025, convertito dalla Legge 198/2025, punta a rafforzare la cultura della prevenzione attraverso un sistema di identificazione, tracciamento e analisi dei near miss.
La disposizione riguarda le imprese con più di 15 dipendenti e prevede due livelli di attività:
- l’identificazione, la registrazione e l’analisi dei mancati infortuni;
- la comunicazione di dati aggregati relativi agli eventi segnalati e alle azioni correttive o preventive intraprese.
Le modalità di comunicazione sono demandate a disposizioni attuative del Ministero del Lavoro. La norma prevede inoltre la predisposizione di un rapporto annuale di monitoraggio nazionale, utile a orientare gli interventi di formazione e sostegno tecnico alle imprese.
Il sistema mira quindi a raccogliere informazioni non soltanto sugli infortuni che si sono già verificati, ma anche sulle situazioni che avrebbero potuto causare danni, così da individuare criticità ricorrenti e rafforzare le misure preventive.
Quali aziende sono coinvolte?
La soglia prevista dall’articolo 15 è quella delle imprese con più di 15 dipendenti. Il riferimento non va confuso con quello alle aziende che hanno esattamente 15 lavoratori: la formulazione normativa individua le imprese che superano tale soglia.
Per le realtà interessate è opportuno predisporre un sistema organizzato di segnalazione e analisi, verificando le modalità applicative e gli eventuali chiarimenti ministeriali pertinenti.
Anche le imprese che non superano la soglia possono trarre beneficio dalla raccolta dei mancati infortuni, nell’ambito delle proprie procedure di prevenzione. L’assenza di questo specifico obbligo non significa infatti che le situazioni pericolose debbano essere ignorate.
I near miss devono essere segnalati all’INAIL?
Questa è una delle questioni più importanti per le aziende.
Occorre distinguere tra la denuncia di un infortunio sul lavoro e la comunicazione dei dati relativi ai mancati infortuni prevista dalla nuova disciplina.
Non esiste un obbligo generale di denuncia individuale di ogni near miss all’INAIL analogo a quello previsto per gli infortuni. L’articolo 15 del D.L. 159/2025 introduce invece, per le imprese interessate, un sistema di identificazione, tracciamento e analisi dei mancati infortuni, accompagnato dalla comunicazione di dati aggregati secondo le modalità stabilite dal Ministero.
Per comprendere la differenza, è utile confrontare i due casi:
Aspetto | Mancato infortunio | Infortunio sul lavoro |
| Conseguenze fisiche | Nessuna lesione derivante dall’evento | Sono presenti conseguenze sulla salute |
| Gestione interna | Segnalazione e analisi secondo le procedure applicabili | Gestione dell’evento e degli adempimenti previsti |
| Comunicazione all’INAIL | Dati aggregati secondo la disciplina applicabile alle imprese interessate | Comunicazione o denuncia secondo le condizioni previste |
| Obiettivo | Prevenire eventi futuri | Gestire l’infortunio e adempiere agli obblighi assicurativi e informativi |
Per gli infortuni, il datore di lavoro deve rispettare gli obblighi di comunicazione o denuncia previsti in base alla prognosi e alle altre condizioni applicabili. L’INAIL distingue, in particolare, la comunicazione per gli infortuni con prognosi fino a tre giorni, escluso quello dell’evento, dalla denuncia/comunicazione per quelli con prognosi superiore.
Come organizzare la segnalazione dei near miss in azienda
Per prepararsi agli adempimenti e rendere effettiva la prevenzione, le aziende dovrebbero predisporre una procedura interna che consenta di raccogliere informazioni in modo semplice e uniforme.
1. Definire una modalità di segnalazione
I lavoratori devono sapere a chi comunicare un mancato infortunio e quali strumenti utilizzare. Può trattarsi di un modulo cartaceo, di una piattaforma digitale o di un’altra procedura interna formalizzata.
È importante evitare sistemi troppo complessi, che potrebbero scoraggiare le segnalazioni.
2. Registrare le informazioni essenziali
Per ogni evento è utile raccogliere almeno:
- data, luogo e reparto interessato;
- descrizione della dinamica;
- attrezzature, materiali o attività coinvolti;
- pericoli potenziali e possibili cause;
- misure immediate adottate;
- azioni correttive o preventive individuate.
Il modello INAIL dedicato alla segnalazione e all’analisi dei near miss rappresenta un riferimento utile per strutturare la raccolta dei dati.
3. Analizzare le cause e stabilire le priorità
Non basta registrare l’evento: bisogna capire quali condizioni lo abbiano reso possibile.
Un carico caduto da uno scaffale, per esempio, può richiedere una verifica delle modalità di stoccaggio, delle condizioni della struttura e delle procedure di movimentazione. La misura correttiva deve essere scelta in base alle cause individuate, non soltanto all’azione immediatamente precedente al mancato infortunio.
4. Documentare gli interventi e verificarne l’efficacia
Le misure adottate devono essere tracciabili. È utile indicare chi è incaricato dell’intervento, quali attività devono essere completate e come verrà verificato il risultato.
Le informazioni raccolte possono inoltre contribuire alla revisione delle procedure aziendali e, quando ne ricorrono i presupposti, all’aggiornamento della valutazione dei rischi.
Quali sono le responsabilità del datore di lavoro?
Il datore di lavoro deve garantire il rispetto degli obblighi previsti dal D.Lgs. 81/2008 e dalle disposizioni applicabili alla propria organizzazione.
La gestione dei near miss si inserisce nel sistema di prevenzione aziendale e deve essere coordinata con le attività del servizio di prevenzione e protezione e con il coinvolgimento delle altre figure competenti, nel rispetto dei rispettivi ruoli.
Per le imprese con più di 15 dipendenti è particolarmente importante verificare gli adempimenti introdotti dall’articolo 15 del D.L. 159/2025, comprese le modalità operative di comunicazione dei dati aggregati previste dalla disciplina attuativa.
È consigliabile controllare periodicamente gli aggiornamenti pubblicati dal Ministero del Lavoro e dall’INAIL, soprattutto per verificare le disposizioni applicabili alla propria azienda e le relative scadenze.
Near miss e normativa: come prepararsi ai nuovi obblighi
La disciplina introdotta dal D.L. 159/2025 rafforza l’attenzione verso i mancati infortuni, riconoscendone il valore nella prevenzione degli eventi lesivi. Per le imprese con più di 15 dipendenti, il tracciamento e l’analisi dei near miss assumono una rilevanza anche sul piano degli adempimenti.
Per i datori di lavoro, il passo più utile è predisporre procedure chiare, coinvolgere il personale e assicurarsi che le segnalazioni portino a interventi concreti. Non è sufficiente registrare gli eventi: occorre comprenderne le cause e verificare l’efficacia delle misure adottate.
Una gestione strutturata dei mancati infortuni permette così di integrare gli obblighi normativi con un approccio preventivo orientato al miglioramento continuo della sicurezza aziendale.
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