- 14 Maggio 2025
- Posted by: Giorgio Grimani
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La formazione dei preposti è un argomento molto importante per quanto riguarda il sistema di sicurezza sul lavoro italiano. Con l’entrata in vigore del nuovo Accordo Stato-Regioni 2025, il percorso formativo per chi ricopre questo ruolo ha subito modifiche significative, volte a rafforzare le competenze e a garantire un’applicazione più efficace delle norme di prevenzione. Andiamo a scoprire chi è il preposto, quali sono i suoi compiti e, soprattutto, le novità introdotte dal nuovo Accordo, fornendo indicazioni pratiche per i datori di lavoro e i professionisti della sicurezza.
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Chi è il preposto e quali sono i suoi compiti
Nel D.Lgs. 81/08 il preposto è definito come “colui che, in ragione delle competenze professionali e dei poteri gerarchici e funzionalmente attribuiti, sovrintende e vigila sull’attività lavorativa e garantisce l’attuazione delle misure di sicurezza.” In concreto, il preposto:
- Supervisiona le attività operative quotidiane, assicurandosi che i lavoratori seguano le procedure di sicurezza.
- Segnala tempestivamente al datore di lavoro o al Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) eventuali situazioni di rischio.
- Coordina l’uso dei Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) e verifica la loro corretta applicazione.
- Partecipa alla valutazione dei rischi, fornendo feedback pratici sulle criticità riscontrate in produzione.
- Collabora nella gestione delle emergenze e nell’organizzazione delle esercitazioni di evacuazione.
A causa di questa funzione di “interfaccia” tra lavoratori e management, il preposto svolge un ruolo molto importante nella cultura della sicurezza aziendale e deve possedere conoscenze aggiornate sia normative sia tecniche.
Le novità dell’accordo Stato-Regioni 2025
Il nuovo Accordo Stato-Regioni, recepito ufficialmente il 17 Aprile 2025, risponde alle modifiche introdotte dalla Legge 215/2021 al D.Lgs. 81/08 e ridefinisce i requisiti formativi per i preposti. I punti salienti sono:
- Accesso al corso: il preposto può partecipare al percorso formativo solo se ha già completato la formazione base per i lavoratori (moduli generale e specifico).
- Durata minima del corso: aumentata a 12 ore, rispetto alle precedenti 8 ore previste dal 2011.
- Contenuti obbligatori: in particolare, il ruolo e gli obblighi del preposto, la sorveglianza, la valutazione dei rischi, il controllo esecuzione e le tecniche di comunicazione.
- Aggiornamento biennale: fissato ogni 2 anni per un minimo di 6 ore, anziché ogni 5 anni come in precedenza.
- Modalità di erogazione: vietata la formazione in modalità e-learning asincrono; ammessa invece la videoconferenza sincrona in alternativa al corso in presenza.
- Norme transitorie: chi ha completato il corso base o di aggiornamento da più di 2 anni alla data di entrata in vigore dell’Accordo deve effettuare l’aggiornamento entro 12 mesi.
Questi cambiamenti mirano a rendere il percorso più approfondito, continuativo e interattivo, valorizzando l’esperienza diretta e il confronto in aula o in videoconferenza.
Requisiti di accesso al corso di formazione dei preposti
Per iscriversi al corso di formazione per preposti è necessario:
- Aver completato il corso lavoratori: modulo generale (4 ore) + modulo specifico (variabile in base al settore, generalmente 4-8-12 ore).
- Essere nominati formalmente preposti dall’azienda.
- Possedere un titolo di studio o un’esperienza lavorativa coerente con il settore dell’azienda.
Solo al termine della formazione per lavoratori e dopo la designazione aziendale, il preposto può accedere al corso dedicato.
Struttura e contenuti del corso base (12 Ore)
Il nuovo corso base di 12 ore per i preposti deve sviluppare competenze su:
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Ruolo e obblighi del preposto (2 ore)
- Normativa di riferimento (D.Lgs. 81/08 e Accordo 2025).
- Differenza tra datore di lavoro, RSPP, preposto e lavoratori.
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Sorveglianza e vigilanza (3 ore)
- Tecniche di controllo sul campo.
- Segnalazione e gestione delle non-conformità.
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Valutazione delle situazioni di rischio (3 ore)
- Procedure di valutazione rapida.
- Reporting e comunicazione al management.
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Controllo della corretta esecuzione (2 ore)
- Check-list operative.
- Verifica dell’uso dei DPI e delle attrezzature.
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Comunicazione e gestione dei lavoratori (2 ore)
- Tecniche di comunicazione efficace.
- Coinvolgimento dei team e sensibilizzazione.
La parte teorica è integrata da casi pratici, esercitazioni in aula e, se in videoconferenza, dalla condivisione in tempo reale di documenti e survey interattive.
Formazione dei preposti a distanza: videoconferenza sincrona
Nonostante sia vietato l’e-learning asincrono, l’Accordo 2025 prevede che il corso possa essere erogato in videoconferenza sincrona, purché:
- Il docente sia qualificato e mantenga il contatto visivo costante con i partecipanti.
- Vengano utilizzate piattaforme certificate che garantiscano la partecipazione attiva e l’interazione.
- Siano effettuati test di verifica a fine sessione, identici a quelli in aula.
Questa modalità garantisce flessibilità alle aziende, riducendo spostamenti e tempi morti, senza sacrificare la qualità formativa.
Aggiornamento biennale: 6 ore di formazione
L’aggiornamento del preposto deve essere erogato ogni 2 anni, con un minimo di 6 ore di lezione, e deve comprendere:
- Eventuali novità normative e giurisprudenziali.
- Analisi di incidenti e infortuni recenti.
- Approfondimenti su nuove tecnologie, procedure o rischi emergenti.
- Role-playing su situazioni di crisi o emergenza.
L’aggiornamento non può essere sostituito da un semplice test a quiz: deve includere momenti di confronto e di esercitazione pratica.
Transizione per i preposti già formati
Per chi ha completato il corso di base o l’aggiornamento oltre 2 anni prima dell’Accordo 2025:
- È necessario seguire un mini-corso di riallineamento di 6 ore entro 12 mesi dall’entrata in vigore dell’Accordo.
- Il mini-corso può essere erogato in videoconferenza sincrona, con gli stessi requisiti di qualità.
Questa norma transitoria evita duplicazioni di formazione e riconosce le competenze già acquisite.
Consigli per le aziende e i responsabili della formazione
- Pianificare il calendario formativo con scadenze chiare per l’aggiornamento biennale.
- Integrare la formazione dei preposti in un più ampio sistema di gestione della sicurezza (certificazioni ISO 45001, audit interni).
- Verificare le competenze pregresse dei candidati per evitare inefficienze.
- Scegliere formatori qualificati, preferibilmente con esperienza pratica nel settore.
- Monitorare la partecipazione e richiedere feedback per migliorare continuamente i contenuti.
Conclusione
La formazione dei preposti dopo il nuovo Accordo Stato-Regioni 2025 è più strutturata, approfondita e costante. L’aumento delle ore minime, l’obbligo del percorso lavoratori-preposto, la cadenza biennale e le modalità di erogazione sincrona rappresentano un passo avanti per la cultura della sicurezza.
Aziende e consulenti devono adeguarsi prontamente per garantire che i preposti siano preparati ad affrontare i rischi sul campo, proteggendo la salute dei lavoratori e rispettando le normative vigenti. Per un supporto completo nella pianificazione e nell’erogazione della formazione, Grimani Consulenze offre soluzioni personalizzate, dalla valutazione dei bisogni formativi alla gestione dei corsi in aula e in videoconferenza nel pieno rispetto del nuovo accordo Stato-Regioni.
Articolo a cura di Giorgio Galizia
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