Formazione dei Preposti: novità del nuovo accordo Stato-Regioni

La formazione dei preposti è un argomento molto importante per quanto riguarda il sistema di sicurezza sul lavoro italiano. Con l’entrata in vigore del nuovo Accordo Stato-Regioni 2025, il percorso formativo per chi ricopre questo ruolo ha subito modifiche significative, volte a rafforzare le competenze e a garantire un’applicazione più efficace delle norme di prevenzione. Andiamo a scoprire chi è il preposto, quali sono i suoi compiti e, soprattutto, le novità introdotte dal nuovo Accordo, fornendo indicazioni pratiche per i datori di lavoro e i professionisti della sicurezza.

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Chi è il preposto e quali sono i suoi compiti

Nel D.Lgs. 81/08 il preposto è definito come “colui che, in ragione delle competenze professionali e dei poteri gerarchici e funzionalmente attribuiti, sovrintende e vigila sull’attività lavorativa e garantisce l’attuazione delle misure di sicurezza.” In concreto, il preposto:

  • Supervisiona le attività operative quotidiane, assicurandosi che i lavoratori seguano le procedure di sicurezza.
  • Segnala tempestivamente al datore di lavoro o al Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) eventuali situazioni di rischio.
  • Coordina l’uso dei Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) e verifica la loro corretta applicazione.
  • Partecipa alla valutazione dei rischi, fornendo feedback pratici sulle criticità riscontrate in produzione.
  • Collabora nella gestione delle emergenze e nell’organizzazione delle esercitazioni di evacuazione.

A causa di questa funzione di “interfaccia” tra lavoratori e management, il preposto svolge un ruolo molto importante nella cultura della sicurezza aziendale e deve possedere conoscenze aggiornate sia normative sia tecniche.

Le novità dell’accordo Stato-Regioni 2025

Il nuovo Accordo Stato-Regioni, recepito ufficialmente il 17 Aprile 2025, risponde alle modifiche introdotte dalla Legge 215/2021 al D.Lgs. 81/08 e ridefinisce i requisiti formativi per i preposti. I punti salienti sono:

  1. Accesso al corso: il preposto può partecipare al percorso formativo solo se ha già completato la formazione base per i lavoratori (moduli generale e specifico).
  2. Durata minima del corso: aumentata a 12 ore, rispetto alle precedenti 8 ore previste dal 2011.
  3. Contenuti obbligatori: in particolare, il ruolo e gli obblighi del preposto, la sorveglianza, la valutazione dei rischi, il controllo esecuzione e le tecniche di comunicazione.
  4. Aggiornamento biennale: fissato ogni 2 anni per un minimo di 6 ore, anziché ogni 5 anni come in precedenza.
  5. Modalità di erogazione: vietata la formazione in modalità e-learning asincrono; ammessa invece la videoconferenza sincrona in alternativa al corso in presenza.
  6. Norme transitorie: chi ha completato il corso base o di aggiornamento da più di 2 anni alla data di entrata in vigore dell’Accordo deve effettuare l’aggiornamento entro 12 mesi.

Questi cambiamenti mirano a rendere il percorso più approfondito, continuativo e interattivo, valorizzando l’esperienza diretta e il confronto in aula o in videoconferenza.

Requisiti di accesso al corso di formazione dei preposti

Per iscriversi al corso di formazione per preposti è necessario:

  • Aver completato il corso lavoratori: modulo generale (4 ore) + modulo specifico (variabile in base al settore, generalmente 4-8-12 ore).
  • Essere nominati formalmente preposti dall’azienda.
  • Possedere un titolo di studio o un’esperienza lavorativa coerente con il settore dell’azienda.

Solo al termine della formazione per lavoratori e dopo la designazione aziendale, il preposto può accedere al corso dedicato.

Struttura e contenuti del corso base (12 Ore)

Il nuovo corso base di 12 ore per i preposti deve sviluppare competenze su:

  1. Ruolo e obblighi del preposto (2 ore)
    • Normativa di riferimento (D.Lgs. 81/08 e Accordo 2025).
    • Differenza tra datore di lavoro, RSPP, preposto e lavoratori.
  2. Sorveglianza e vigilanza (3 ore)
    • Tecniche di controllo sul campo.
    • Segnalazione e gestione delle non-conformità.
  3. Valutazione delle situazioni di rischio (3 ore)
    • Procedure di valutazione rapida.
    • Reporting e comunicazione al management.
  4. Controllo della corretta esecuzione (2 ore)
    • Check-list operative.
    • Verifica dell’uso dei DPI e delle attrezzature.
  5. Comunicazione e gestione dei lavoratori (2 ore)
    • Tecniche di comunicazione efficace.
    • Coinvolgimento dei team e sensibilizzazione.

La parte teorica è integrata da casi pratici, esercitazioni in aula e, se in videoconferenza, dalla condivisione in tempo reale di documenti e survey interattive.

Formazione dei preposti a distanza: videoconferenza sincrona

Nonostante sia vietato l’e-learning asincrono, l’Accordo 2025 prevede che il corso possa essere erogato in videoconferenza sincrona, purché:

  • Il docente sia qualificato e mantenga il contatto visivo costante con i partecipanti.
  • Vengano utilizzate piattaforme certificate che garantiscano la partecipazione attiva e l’interazione.
  • Siano effettuati test di verifica a fine sessione, identici a quelli in aula.

Questa modalità garantisce flessibilità alle aziende, riducendo spostamenti e tempi morti, senza sacrificare la qualità formativa.

Aggiornamento biennale: 6 ore di formazione

L’aggiornamento del preposto deve essere erogato ogni 2 anni, con un minimo di 6 ore di lezione, e deve comprendere:

  • Eventuali novità normative e giurisprudenziali.
  • Analisi di incidenti e infortuni recenti.
  • Approfondimenti su nuove tecnologie, procedure o rischi emergenti.
  • Role-playing su situazioni di crisi o emergenza.

L’aggiornamento non può essere sostituito da un semplice test a quiz: deve includere momenti di confronto e di esercitazione pratica.

Transizione per i preposti già formati

Per chi ha completato il corso di base o l’aggiornamento oltre 2 anni prima dell’Accordo 2025:

  • È necessario seguire un mini-corso di riallineamento di 6 ore entro 12 mesi dall’entrata in vigore dell’Accordo.
  • Il mini-corso può essere erogato in videoconferenza sincrona, con gli stessi requisiti di qualità.

Questa norma transitoria evita duplicazioni di formazione e riconosce le competenze già acquisite.

Consigli per le aziende e i responsabili della formazione

  1. Pianificare il calendario formativo con scadenze chiare per l’aggiornamento biennale.
  2. Integrare la formazione dei preposti in un più ampio sistema di gestione della sicurezza (certificazioni ISO 45001, audit interni).
  3. Verificare le competenze pregresse dei candidati per evitare inefficienze.
  4. Scegliere formatori qualificati, preferibilmente con esperienza pratica nel settore.
  5. Monitorare la partecipazione e richiedere feedback per migliorare continuamente i contenuti.

Conclusione

La formazione dei preposti dopo il nuovo Accordo Stato-Regioni 2025 è più strutturata, approfondita e costante. L’aumento delle ore minime, l’obbligo del percorso lavoratori-preposto, la cadenza biennale e le modalità di erogazione sincrona rappresentano un passo avanti per la cultura della sicurezza.

Aziende e consulenti devono adeguarsi prontamente per garantire che i preposti siano preparati ad affrontare i rischi sul campo, proteggendo la salute dei lavoratori e rispettando le normative vigenti. Per un supporto completo nella pianificazione e nell’erogazione della formazione, Grimani Consulenze offre soluzioni personalizzate, dalla valutazione dei bisogni formativi alla gestione dei corsi in aula e in videoconferenza nel pieno rispetto del nuovo accordo Stato-Regioni.

Articolo a cura di Giorgio Galizia

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Author: Giorgio Grimani
Esperto in Sicurezza sul Lavoro | Creatore del metodo 'Sicurezza Semplificata' → Zero sanzioni garantite o rimborsiamo noi.