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Guida all’infortunio sul lavoro: Cosa fare e come funziona

Le misure di protezione e prevenzione dei lavoratori sono fondamentali, ma non sempre riescono a scongiurare al 100% il rischio di un infortunio sul lavoro.

Per quanto siano applicate con coscienza e criterio, a volte riescono solo a ridurre i pericoli presenti in azienda, ma non a eliminarli.

Motivo per cui è bene stare sempre attenti, perché gli incidenti possono capitare.

Quando questi si verificano è bene sapere come procedere, attenendosi a quanto stabilito dalla legge. Che tu sia un datore di lavoro o un lavoratore, in questa guida troverai ciò che serve per capire come comportarsi in caso di infortunio.

Spiegheremo cos’è un infortunio e quando si verifica, per capire in quali casi è corretto intervenire. Dopodiché vedremo quali sono le azioni da compiere quando accade, quali conseguenze provoca e come viene risarcito.

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Cos’è l’infortunio sul lavoro

Con infortunio sul lavoro si indica:

“Un evento violento ed esterno che produce lesioni o traumi a un individuo intento a svolgere un’attività lavorativa”.

In questa definizione rientrano anche tutti i casi in cui l’incidente è stato causato dal lavoratore stesso per negligenza, impudenza o imperizia. L’infortunio comunque è considerato tale se comporta la morte o inabilità per il lavoratore, permanente o temporanea (più di tre giorni di astensione dal lavoro).

Inoltre la legge riconosce tre possibili scenari in cui si verifica l’infortunio, che prevedono una copertura e un indennizzo, nello specifico potremo avere:

  • Causa violenta;
  • Malattia professionale;
  • Infortunio in itinere.

Infortunio per causa violenta

Rientrano negli infortuni per causa violenta tutti quei casi in cui l’evento lesivo capita durante lo svolgimento di una mansione.

In questo caso si fa riferimento a un infortunio (o la morte) causato da un’azione intensa, ma concentrata in un tempo ridotto.

La causa violenta deve avvenire sul luogo di lavoro ed essere collegata all’attività lavorativa svolta dal lavoratore. L’evento traumatico deve in ogni modo produrre una diagnosi superiore ai tre giorni di assenza dal lavoro per essere giustificato come infortunio.

Per fare un esempio: la caduta di uno strumento, adoperato durante lo svolgimento delle sue mansioni, sul piede del lavoratore. Questo può essere circoscritto come infortunio per causa violenta.

Malattia professionale

La malattia professionale riguarda tutte quelle patologie generate dal lavoro svolto, ma che hanno effetti sul lungo periodo.

In questi casi, infatti, si parla di causa lenta.

Rientrano in questa fattispecie, ad esempio, i tumori causati dall’utilizzo di sostanze chimiche cancerogene, ma anche eventuali disagi psicofisici, prodotti dallo stress mentale e fisico al quale il lavoratore era sottoposto durante lo svolgimento delle sue mansioni.

Infortunio in itinere

Il “Testo unico delle disposizioni per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali” ha subito aggiornamenti e integrazioni negli ultimi anni. Alcuni particolarmente importanti, come l’infortunio in itinere, introdotto con il D.Lgs n. 38 del 2000.

L’infortunio in itinere consiste nell’evento traumatico che si verifica durante il tragitto casa-lavoro che il lavoratore assicurato compie per recarsi sul luogo di lavoro.

L’applicazione di questa copertura è molto delicata, perché è necessario che l’infortunio avvenga durante il normale tragitto, che non deve prevedere nessuna deviazione o interruzione.

Cosa fare in caso di infortunio

Un dipendente ha subito un infortunio sul lavoro, come bisogna comportarsi?

È preso detto, innanzitutto è necessario mantenere la calma e il sangue freddo, per agire rapidamente, ma senza peggiorare la situazione.

Come prima cosa da fare bisogna informare l’azienda o il datore di lavoro dell’accaduto e recarsi al Pronto Soccorso. Successivamente il lavoratore infortunato dovrà sottoporsi a visita medica e fornire il certificato medico all’azienda, che dovrà compilare la dichiarazione d’infortunio.

Da qui in poi sarà compito della struttura sanitaria che ha rilasciato il certificato comunicare all’INAIL gli esiti.

Per quanto riguarda invece il trasporto presso il pronto soccorso: è a carico del datore di lavoro.

Come funziona l’infortunio sul lavoro

Il datore di lavoro è obbligato a inviare la denuncia di infortunio all’INAIL:

  • Entro 3 giorni in caso di infortunio;
  • Entro 24 ore in caso di decesso.

La copertura che ne deriva copre l’infortunato anche per eventuali:

  • Esami diagnostici;
  • Terapie riabilitative;
  • Esenzione ticket per esami richiesti da INAIL o dal medico curante.

La mancata denuncia all’INAIL con le specifiche indicate comporta una sanzione con una multa amministrativa da 1290,00 a 7.745,00 Euro.

Visite fiscali di controllo

La legge esclude l’obbligo di reperibilità per chi ha subito un infortunio sul lavoro, salvo che il Contratto Collettivo Nazionale di Categoria (Ccnl) disponga diversamente.

Chi è in malattia per infortunio è autorizzato a lasciare la propria abitazione durante la giornata. Ma si richiede l’obbligo di reperibilità qualora l’INAIL lo richiedesse tramite convocazione, ad esempio per una visita medica presso la sede territoriale.

Come funziona il risarcimento di un infortunio

In caso di assenza di un lavoratore a causa di un infortunio sul lavoro l’INAIL copre il periodo di assenza. Funziona come una sorta di assicurazione, obbligatoria secondo la legge, che garantisce un indennizzo in caso di infortunio.

L’entità di quanto riconosciuto varia a seconda dell’evento che ha causato l’incidente e delle conseguenze riportate dal lavoratore.

L’importo sarà pagato dal datore di lavoro e dall’INAIL in diverse misure:

  1. Il datore di lavoro paga il giorno in cui si è verificato l’evento e il periodo di carenza successivo (i 3 giorni successivi);
  2. L’INAIL paga dal quarto al novantesimo giorno di infortunio con un ammontare pari al 60% della retribuzione giornaliera;
  3. L’INAIL paga dal novantunesimo giorno fino alla fine dell’infortunio con un ammontare pari al 75% della retribuzione giornaliera.

Non esiste un limite temporale al protrarsi dell’infortunio e alla percezione dell’indennità. Questa infine dovrà essere calcolata sulla base dei 15 giorni precedenti all’infortunio.

 

 Articolo a cura di Renato M.G. Sarlo

 

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Autore: Giorgio Grimani
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