- 28 Ottobre 2026
- Posted by: Giorgio Grimani
- Categoria: Sicurezza
Un carico che cade a pochi centimetri da un lavoratore, una perdita di liquido che provoca uno scivolamento senza conseguenze o un carrello elevatore che sfiora un dipendente durante una manovra. Sono situazioni diverse, ma hanno un elemento in comune: avrebbero potuto provocare un infortunio sul lavoro.
Questi eventi sono definiti near miss, espressione inglese utilizzata per indicare i mancati infortuni o quasi incidenti. Anche se non causano danni fisici, rappresentano segnali importanti per individuare le criticità presenti nell’organizzazione del lavoro.
Per un’azienda, imparare a riconoscerli e analizzarli significa intervenire sui rischi prima che si verifichino conseguenze più gravi. Vediamo che cosa sono i near miss, quali sono gli esempi più frequenti e come gestirli per migliorare la salute e la sicurezza dei lavoratori.
Che cosa sono i near miss o mancati infortuni?
Il termine near miss identifica un evento indesiderato che si verifica durante un’attività lavorativa e che, pur non provocando lesioni o danni alla salute, avrebbe potuto causare un infortunio.
In italiano si utilizzano espressioni come mancato infortunio, infortunio mancato e quasi incidente. L’INAIL distingue questi eventi dagli infortuni sul lavoro veri e propri, nei quali si verificano conseguenze per il lavoratore.
Il mancato infortunio è quindi una situazione in cui il danno potenziale non si concretizza. Questo può accadere per una circostanza fortuita, per una reazione tempestiva del lavoratore o semplicemente perché, in quel momento, nessuno si trova nella traiettoria di un oggetto pericoloso.
L’assenza di conseguenze, tuttavia, non significa che il rischio sia trascurabile. Al contrario, il near miss può evidenziare una protezione mancante, una procedura inadeguata, un’attrezzatura difettosa o un problema organizzativo.
Qual è la differenza tra near miss, incidente e infortunio?
Per gestire correttamente gli eventi aziendali è utile distinguere tre situazioni:
- Near miss o mancato infortunio: si verifica un evento potenzialmente pericoloso, ma nessuno subisce lesioni.
- Incidente: si verifica un evento indesiderato durante il lavoro, che può provocare danni materiali senza necessariamente causare lesioni alle persone.
- Infortunio sul lavoro: l’evento provoca conseguenze sulla salute del lavoratore e può determinare un’inabilità temporanea, una menomazione permanente o, nei casi più gravi, il decesso.
Queste categorie possono sovrapporsi in parte nella pratica, ma la distinzione aiuta a classificare correttamente gli eventi e a individuare le azioni preventive necessarie.
Esempi di near miss nei luoghi di lavoro
I mancati infortuni possono verificarsi in qualsiasi settore, dagli uffici ai cantieri, dagli stabilimenti produttivi alle attività di pulizia e manutenzione.
Ecco alcuni esempi di infortunio mancato che possono aiutare le aziende a riconoscere queste situazioni.
1. Caduta di materiali o attrezzature
Durante lo spostamento di merci in magazzino, un pacco cade da uno scaffale senza colpire nessuno. L’evento potrebbe essere legato a un carico instabile, a una modalità di stoccaggio scorretta o a un danneggiamento della struttura.
La segnalazione permette di verificare le condizioni degli scaffali, le modalità di deposito e l’eventuale necessità di delimitare le aree interessate.
2. Scivolamenti e inciampi
Un dipendente scivola su una superficie bagnata, ma riesce a mantenere l’equilibrio. Anche in assenza di lesioni, l’episodio può segnalare la presenza di liquidi sul pavimento, una pulizia non adeguatamente segnalata o un percorso pedonale non sicuro.
La misura correttiva deve agire sulla causa, per esempio migliorando la gestione delle perdite, la segnaletica o le procedure di pulizia.
3. Interferenze tra pedoni e mezzi di movimentazione
In un magazzino, un carrello elevatore passa vicino a un lavoratore che attraversa il percorso di movimentazione. Non si verifica alcun contatto, ma l’evento evidenzia una possibile interferenza tra traffico pedonale e mezzi.
L’analisi può portare a rivedere la separazione dei percorsi, la visibilità agli incroci e le regole di circolazione interna.
4. Attrezzature o macchinari non sicuri
Un operatore nota un’anomalia durante l’utilizzo di una macchina e interrompe il lavoro prima che si verifichi un incidente. Il near miss può indicare la necessità di controllare l’attrezzatura, verificare le protezioni e riesaminare le procedure operative.
5. Rischi elettrici e manutenzione
Durante un intervento, un lavoratore individua un cavo danneggiato prima che qualcuno entri in contatto con parti pericolose. La segnalazione consente di mettere in sicurezza l’area e verificare le condizioni dell’impianto.
Questi esempi mostrano perché la raccolta dei mancati infortuni non dovrebbe limitarsi agli eventi che sembrano più gravi. Anche un episodio apparentemente banale può rivelare una criticità ricorrente.
Perché è importante segnalare i mancati infortuni?
La gestione dei near miss consente all’azienda di passare da un approccio prevalentemente reattivo a uno orientato alla prevenzione.
Aspettare che si verifichi un infortunio per intervenire significa perdere un’occasione per individuare e correggere una condizione pericolosa.
La segnalazione sistematica permette invece di:
- individuare pericoli non adeguatamente considerati;
- riconoscere situazioni che si ripetono nel tempo;
- verificare l’efficacia delle misure preventive;
- migliorare le procedure operative e la formazione;
- coinvolgere i lavoratori nella gestione della sicurezza;
- raccogliere informazioni utili per aggiornare la valutazione dei rischi, quando necessario.
L’INAIL ha elaborato un modello tecnico-organizzativo per supportare le imprese nella segnalazione e nell’analisi dei near miss, sottolineando l’importanza di un sistema strutturato di raccolta delle informazioni.
Come gestire un near miss in azienda: 5 passaggi
Per essere efficace, la gestione dei mancati infortuni deve seguire una procedura chiara, conosciuta dai lavoratori e applicata in modo coerente.
1. Segnalare l’evento
Il primo passaggio consiste nel comunicare il mancato infortunio attraverso un canale definito dall’azienda: un modulo cartaceo, un sistema digitale o un’altra procedura interna.
La segnalazione dovrebbe descrivere che cosa è accaduto, dove e quando, senza limitarsi a indicazioni generiche.
2. Raccogliere le informazioni
È utile registrare la dinamica dell’evento, le attrezzature coinvolte, le condizioni dell’ambiente di lavoro e le eventuali anomalie osservate.
La raccolta deve essere proporzionata alla situazione e rispettare le regole aziendali sulla riservatezza.
3. Analizzare le cause
Occorre individuare non soltanto l’azione immediata che ha preceduto l’evento, ma anche i fattori che l’hanno resa possibile.
Tra le possibili cause rientrano procedure inadeguate, manutenzione insufficiente, carenze organizzative, formazione non adeguata o protezioni mancanti.
4. Definire le misure correttive
In base alle cause individuate, l’azienda può intervenire sull’organizzazione degli spazi, sulle attrezzature, sulle procedure o sulla formazione.
Quando possibile, è preferibile eliminare il pericolo o ridurre il rischio alla fonte anziché affidarsi esclusivamente alla prudenza individuale.
5. Verificare i risultati
Dopo l’intervento, bisogna controllare se la misura adottata ha ridotto il rischio e se lo stesso problema si ripresenta.
La registrazione delle azioni intraprese permette di mantenere uno storico degli eventi e di valutare nel tempo l’efficacia del sistema preventivo.
Chi deve occuparsi dei near miss?
La gestione dei mancati infortuni richiede il coinvolgimento delle diverse figure aziendali della prevenzione.
Il datore di lavoro mantiene le responsabilità previste dalla normativa in materia di salute e sicurezza. Il servizio di prevenzione e protezione, il responsabile del servizio di prevenzione e protezione (RSPP), i preposti e il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS) possono contribuire, secondo i rispettivi ruoli, alla raccolta delle segnalazioni e all’individuazione delle misure migliorative.
Anche i lavoratori hanno un ruolo fondamentale: sono spesso i primi a osservare anomalie, comportamenti rischiosi e problemi nelle attività quotidiane.
Per questo è importante promuovere un ambiente in cui segnalare un near miss sia considerato un contributo alla prevenzione e non un motivo di colpevolizzazione.
Near miss e sicurezza sul lavoro: come trasformare gli eventi in prevenzione
I near miss sono una fonte di informazioni che le aziende possono utilizzare per individuare i rischi prima che provochino conseguenze. La loro gestione richiede procedure accessibili, analisi delle cause e verifica delle misure correttive.
Per le imprese, l’obiettivo non è soltanto registrare quanti mancati infortuni si verificano, ma comprendere perché accadono e quali cambiamenti possono rendere il lavoro più sicuro. Una gestione efficace dei near miss contribuisce così al miglioramento continuo della prevenzione e alla tutela delle persone.
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