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Smaltimento eternit nella tua azienda: 7 cose da sapere

Nella valutazione dei rischi per la sicurezza nella tua azienda uno degli aspetti da tenere in considerazione è lo smaltimento eternit.

L’amianto è un materiale che è in passato era molto utilizzato per le costruzioni per via della sua praticità ed economicità. Solo in seguito si è scoperta la sua nocività per l’essere umano.

Da quando si è capita la sua pericolosità si è iniziato gradualmente a eliminarlo dalle strutture, al fine di smaltire l’eternit in sicurezza.

Ma cosa comporta la rimozione dell’eternit e come bisogna farla nel modo giusto per evitare sanzioni?

Ne parliamo in questo articolo, dove scoprirai le 7 cose che devi assolutamente sapere se vuoi bonificare la tua azienda dall’amianto.

Per informazioni più specifiche invece, o per una consulenza su misura, visita il nostro sito. Un consulente è pronto ad aiutarti per ogni questione sulla sicurezza nella tua azienda.

 

Cos’è l’amianto

L’amianto è un materiale naturale, un silicato per la precisione, è conosciuto anche come Asbesto (“che non si spegne mai”). Essendo un minerale viene prodotto per estrazione. Fra le sue caratteristiche più interessanti, l’amianto ha un’ottima resistenza a:

  • Elevate temperature;
  • Azione di agenti chimici e biologici;
  • Trazione e usura.

Inoltre era un materiale reperibile a un basso costo.

Ma perché è nocivo se è naturale?

La sua composizione chimica è variabile ed è costituita appunto da fasci di fibre molto fini. In un centimetro lineare si possono allineare 335.000 fibrille di amianto: l’equivalente di 250 capelli, per capire quanto siano sottili.

La pericolosità dell’amianto consiste, infatti, nella capacità che il materiale ha di rilasciare fibre potenzialmente inalabili dall’uomo.

Non sempre l’amianto, però, è pericoloso; lo è sicuramente quando può disperdere le sue fibre nell’ambiente circostante.

Questo può succedere per effetto di qualsiasi tipo di sollecitazione meccanica, eolica, da stress termico, dilatamento da acqua piovana.

Per questa ragione il cosiddetto amianto friabile è considerato più pericoloso dell’amianto compatto, che per sua natura ha una scarsa tendenza a liberare fibre.

Come riconoscere l’amianto eternit

Nel processo di smaltimento è fondamentale saper riconoscere la sua presenza nelle costruzioni.

Purtroppo però solo degli esperti specializzati nello smaltimento dell’amianto sanno come riconoscere i materiali realizzati in amianto.

Oltre ad effettuare un’ispezione visiva, durante il sopralluogo, gli esperti potrebbero provvedere ad estrarre dei campioni da far analizzare in laboratorio. Solo in questo modo si potrà avere una conferma definitiva.

Tuttavia ci sono alcune possibili soluzioni:

  • Conoscere l’anno di produzione: Una tettoia, una canna fumaria o un serbatoio per l’acqua prodotti o acquistati dopo il 1994 sono sicuramente realizzati in fibrocemento ecologico, un materiale non nocivo. Se invece l’installazione risale a prima di quell’anno è molto probabile che si tratti di eternit.
  • Marchio di fabbrica del manufatto: In modo da poter cercare l’impresa e provare a capire quali materiali utilizzava per la produzione.
  • Ispezione visiva: che tuttavia è abbastanza difficile da effettuare, soprattutto per chi non possiede le giuste competenze.

Come viene smaltito l’amianto

Lo smaltimento dell’amianto avviene in condizioni particolari e con determinati accorgimenti per la sicurezza. Per le coperture è possibile eseguire tre tipi di interventi di bonifica:

  • La rimozione: consistente nello smantellamento dei manufatti in amianto da sostituire con altri materiali;
  • l’incapsulamento: prevede il trattamento della superficie con prodotti che impediscano la liberazione delle fibre di amianto e che, in combinazione con altri rivestimenti accresca la resistenza della copertura agli agenti atmosferici ed ai raggi UV;
  • Il confinamento o sovracopertura: consiste nell’installazione di una nuova copertura al di sopra di quella preesistente.

In Italia l’unica tecnica utilizzata è quella della discarica, che deve essere dotata di apposite celle dove sversare il materiale. Una volta depositato, nell’arco della stessa giornata viene ricoperto con uno strato di terreno di almeno 20 centimetri di spessore. L’amianto, essendo un minerale, sottoterra torna al suo stato naturale.

Lo smaltimento eternit è obbligatorio per legge

Stando a quanto espresso dal Decreto Ministeriale del 1994 lo smaltimento eternit non è soggetto a obbligo di rimozione.

Tuttavia questa normativa regolamenta le attività legate alla rimozione, al fissaggio e le procedure a cui attenersi durante i differenti processi lavorativi di eventuale rimozione.

Ciò che è obbligatorio invece è individuare i materiali contenenti amianto, per poter predisporre delle attività di controllo e di gestione in base al rischio.

Questa individuazione si esplica attraverso il censimento, la mappatura e la comunicazione all’Asl. Quindi non è previsto dalla legge l’obbligo rimozione eternit, salvo accertamento presenza amianto risultante dal censimento.

Quanto costa smaltire l’eternit

Per dare un’idea dei costi di smaltimento dell’amianto: il costo varia dai 9€ fino ad arrivare ai 20€ per metro quadro.

All’interno di questa forbice sono tenuti in considerazione diversi aspetti che riguardano la natura stessa dei lavori. In particolar modo influiscono nel prezzo la grandezza dell’opera di bonifica e la conformità della struttura da bonificare.

Nello specifico ci sono 5 principali fattori principali che determinano il costo finale:

  • Grandezza dell’opera, influisce sulla grandezza del cantiere
  • Accessibilità per eseguire i lavori
  • Dimensioni delle lastre da rimuovere
  • Costi di messa in sicurezza del cantiere
  • Costo di trasporto

Incentivi per lo smaltimento dell’amianto

Dal momento in cui lo smaltimento dell’amianto è una pratica fondamentale per la salute dei lavoratori, sono stati previsti aiuti economici per favorire la bonifica.

L’INAIL, nello specifico, ha stanziato finanziamenti alle imprese per il miglioramento dei livelli di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. I quali riguardano soprattutto alla realizzazione di progetti di investimento in attrezzature e opere o bonifica amianto.

Sono incentivi a fondo perduto, che finanziano l’attività di rimozione e bonifica amianto e il rifacimento del manto di copertura, comprese le lattoniere.

Saranno finanziati a fondo perduto il 65 % delle spese sostenute per bonifica amianto e sostituzione con altri materiali, fino a un massimo di Euro 130.000.

Eternit in azienda: Sanzioni

Il TUSSL sulla sicurezza si esprime per quanto riguarda i casi di mancata valutazione dei rischi dovuti alla polvere proveniente dall’amianto e dai materiali contenenti amianto.

Lo scopo è di stabilire la natura e il grado dell’esposizione e identificare le misure preventive e protettive da attuare.

In caso di inadempienza il datore di lavoro è punito con l’arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da 2500€ a 6400€.

Inoltre i manufatti contenenti amianto una volta rimossi diventano rifiuti pericolosi. Per la gestione non autorizzata di tale genere di rifiuti è previsto la pena dell’arresto da sei mesi a due anni e l’ammenda da € 2.600,00 a € 26.000,00.

 

 Articolo a cura di Renato M.G. Sarlo

 

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Autore: Giorgio Grimani
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