- 16 Settembre 2026
- Posted by: Giorgio Grimani
- Categoria: Sicurezza
L’AI Act è il regolamento dell’Unione Europea che disciplina l’utilizzo dell’intelligenza artificiale attraverso un approccio basato sul livello di rischio. Il Regolamento (UE) 2024/1689 non riguarda soltanto gli aspetti tecnologici, ma stabilisce un quadro di regole destinato a tutelare anche la sicurezza, la salute e i diritti fondamentali delle persone.
Per le imprese, il tema assume particolare rilievo quando l’intelligenza artificiale viene utilizzata per organizzare il lavoro, selezionare il personale, assegnare attività, monitorare le prestazioni o supportare decisioni che possono incidere sulle condizioni di lavoro.
Il rapporto tra AI Act e sicurezza sul lavoro, quindi, non si esaurisce nella verifica della conformità di un software. L’introduzione di sistemi basati sull’IA può infatti modificare il modo in cui il lavoro viene organizzato e svolto, creando nuove opportunità ma anche rischi che devono essere valutati.
Che cosa prevede l’AI Act?
L’AI Act introduce un sistema di classificazione basato sul rischio. La normativa distingue, in particolare, tra pratiche di IA vietate, sistemi ad alto rischio e sistemi soggetti a specifici obblighi di trasparenza, oltre agli altri utilizzi che presentano rischi limitati o minimi.
Le pratiche considerate incompatibili con il livello di tutela previsto dal regolamento sono vietate. L’articolo 5, per esempio, vieta determinate tecniche subliminali o manipolative che possono alterare significativamente il comportamento delle persone provocando o potendo ragionevolmente provocare un danno significativo.
I sistemi di IA ad alto rischio sono invece soggetti a un insieme più articolato di requisiti, che comprende aspetti come gestione dei rischi, documentazione, supervisione umana e adeguati livelli di accuratezza, robustezza e sicurezza.
Esistono poi sistemi per i quali il regolamento prevede soprattutto obblighi di trasparenza. Tra questi rientrano, in determinate circostanze, sistemi che interagiscono direttamente con le persone e strumenti che generano o manipolano contenuti artificiali. Gli obblighi di trasparenza previsti dall’articolo 50 sono applicabili dal 2 agosto 2026.
AI Act e sicurezza sul lavoro: perché riguarda le imprese?
Il collegamento con la sicurezza sul lavoro diventa particolarmente significativo quando l’IA viene impiegata nella gestione dei lavoratori.
L’Allegato III dell’AI Act individua come ad alto rischio, tra gli altri, alcuni sistemi utilizzati nell’ambito dell’occupazione e della gestione del personale. La categoria comprende sistemi destinati al reclutamento e alla selezione, ma anche quelli impiegati per prendere decisioni che riguardano le condizioni del rapporto di lavoro, la promozione o la cessazione del rapporto, l’assegnazione delle attività sulla base di caratteristiche individuali oppure il monitoraggio e la valutazione delle prestazioni e del comportamento dei lavoratori.
Non significa, però, che ogni software basato sull’intelligenza artificiale utilizzato in azienda sia automaticamente un sistema ad alto rischio o che sia vietato. La classificazione dipende dalla finalità e dall’utilizzo concreto del sistema secondo le categorie definite dal regolamento.
Dal punto di vista della prevenzione, la questione è comunque importante. Secondo EU-OSHA, i sistemi di gestione dei lavoratori basati sull’IA possono contribuire alla produttività, ma possono anche aumentare la pressione sulle prestazioni, l’intensificazione del lavoro, la riduzione dell’autonomia e altri rischi psicosociali. Una gestione automatizzata può inoltre incidere sulla privacy e, in caso di progettazione o utilizzo inadeguati, portare ad assegnazioni non corrette delle attività o a carichi di lavoro eccessivi.
AI Act e DVR: quando deve essere rivalutato il rischio?
È importante fare una distinzione: l’AI Act non stabilisce che ogni azienda che utilizza l’intelligenza artificiale debba automaticamente modificare il DVR.
Il riferimento, per la valutazione dei rischi sul lavoro, rimane il D.Lgs. 81/2008. L’articolo 29 stabilisce che la valutazione deve essere rielaborata in occasione di modifiche del processo produttivo o dell’organizzazione del lavoro che siano significative per la salute e sicurezza dei lavoratori, oltre che in altri casi previsti dalla norma.
Di conseguenza, se l’introduzione di un sistema di IA modifica in maniera significativa l’organizzazione delle attività, i carichi di lavoro, le modalità operative o altri fattori rilevanti per la salute e sicurezza, l’azienda deve valutare se tali cambiamenti rendano necessaria una revisione della valutazione dei rischi.
Il punto centrale, quindi, non è semplicemente chiedersi “utilizziamo l’IA?”, ma verificare quali conseguenze produce il suo utilizzo sul lavoro e sui lavoratori.
Quali sistemi di IA sono vietati dall’AI Act?
L’AI Act vieta specifiche pratiche considerate particolarmente rischiose. Tra queste figurano determinate tecniche subliminali, manipolative o ingannevoli e altre pratiche elencate dall’articolo 5 del regolamento.
Per la sicurezza sul lavoro è però fondamentale non confondere sistema vietato e sistema ad alto rischio.
Un sistema utilizzato, per esempio, per supportare la selezione del personale o per monitorare determinate prestazioni può rientrare nelle categorie ad alto rischio previste dall’Allegato III, ma questo non significa automaticamente che il suo utilizzo sia vietato. I sistemi ad alto rischio sono soggetti a requisiti specifici, mentre i divieti riguardano pratiche espressamente individuate dall’articolo 5.
Formazione e AI literacy: un nuovo elemento per le aziende
Uno degli aspetti già applicabili dell’AI Act riguarda l’alfabetizzazione in materia di intelligenza artificiale, indicata dalla normativa come AI literacy.
L’articolo 4 stabilisce che fornitori e deployer devono adottare misure per sviluppare un livello sufficiente di alfabetizzazione in materia di IA del personale e delle altre persone che si occupano del funzionamento e dell’utilizzo dei sistemi per loro conto. Le misure devono tenere conto delle conoscenze tecniche, dell’esperienza, dell’istruzione e della formazione delle persone coinvolte e del contesto in cui il sistema viene utilizzato.
L’obbligo è applicabile dal 2 febbraio 2025, mentre la vigilanza e l’applicazione da parte delle autorità nazionali di vigilanza del mercato sono iniziate dal 2 agosto 2026.
In termini pratici, l’azienda dovrebbe quindi evitare di considerare l’IA come un semplice strumento informatico da mettere a disposizione dei dipendenti. Chi utilizza o gestisce sistemi di IA deve conoscere almeno le caratteristiche, i limiti e i rischi connessi allo strumento nel contesto specifico.
Per la sicurezza sul lavoro questo principio assume un’importanza ulteriore: la formazione sull’utilizzo dell’IA non sostituisce la formazione obbligatoria prevista dalla normativa in materia di salute e sicurezza, ma può rappresentare un ulteriore elemento da considerare quando una nuova tecnologia modifica le modalità di svolgimento del lavoro.
Quando entra in vigore l’AI Act?
L’AI Act è entrato formalmente in vigore il 1° agosto 2024, ma la sua applicazione è stata prevista secondo un calendario progressivo.
Il quadro attualmente applicabile è stato modificato dall’AI Omnibus, entrato in vigore il 27 luglio 2026. Per le imprese è quindi importante fare riferimento al calendario aggiornato e non soltanto alle date presenti nella versione originaria del regolamento.
Le principali scadenze sono:
2 febbraio 2025: diventano applicabili i divieti previsti dal regolamento e le disposizioni sull’AI literacy.
2 agosto 2025: diventano applicabili le disposizioni relative alla governance e gli obblighi per i modelli di IA per finalità generali.
2 agosto 2026: l’AI Act diventa generalmente applicabile e iniziano ad applicarsi, tra gli altri, gli obblighi di trasparenza previsti per determinati sistemi.
2 dicembre 2027: inizieranno ad applicarsi le regole relative ai sistemi di IA classificati come ad alto rischio ai sensi dell’articolo 6, paragrafo 2, e dell’Allegato III. Questa categoria comprende anche specifici sistemi utilizzati nel settore dell’occupazione e nella gestione dei lavoratori.
2 agosto 2028: si applicheranno le norme relative ai sistemi di IA ad alto rischio integrati in determinati prodotti disciplinati dalla legislazione settoriale dell’Unione, secondo quanto previsto dall’Allegato I.
Il calendario è quindi importante anche per la sicurezza sul lavoro: nel 2026 le aziende devono già rispettare alcune disposizioni dell’AI Act, mentre specifici obblighi per i sistemi ad alto rischio utilizzati nella gestione dei lavoratori avranno una diversa data di applicazione.
Dove trovare il testo italiano dell’AI Act?
Il testo ufficiale italiano del Regolamento (UE) 2024/1689 è disponibile sul portale EUR-Lex, dove è possibile consultare il regolamento e i suoi allegati. La versione consolidata tiene conto delle successive modifiche normative.
Per chi si occupa di sicurezza sul lavoro sono particolarmente rilevanti le disposizioni relative alle pratiche vietate, all’AI literacy, ai sistemi ad alto rischio e agli obblighi dei deployer.
Intelligenza artificiale e rischi per la sicurezza sul lavoro
L’introduzione dell’IA in azienda non deve essere valutata soltanto in termini di conformità normativa. Occorre considerare anche l’impatto concreto che la tecnologia può avere sulle persone.
EU-OSHA evidenzia diversi possibili rischi associati ai sistemi di gestione dei lavoratori basati sull’IA, tra cui intensificazione del lavoro, pressione sulle prestazioni, riduzione dell’autonomia, stress e affaticamento. Il monitoraggio continuo delle prestazioni può inoltre contribuire ad aumentare la pressione sul lavoratore e, in determinate condizioni, avere conseguenze negative sulla salute e sicurezza.
Gli stessi strumenti possono però essere progettati e utilizzati anche per finalità positive. EU-OSHA segnala, per esempio, la possibilità di utilizzare l’IA per analizzare i modelli di lavoro, individuare precocemente situazioni problematiche e contribuire a organizzare le attività in modo più coerente con le caratteristiche e le capacità dei lavoratori.
La questione centrale, quindi, non è stabilire se l’intelligenza artificiale sia di per sé sicura oppure pericolosa. È necessario valutare come viene progettata, per quale finalità viene utilizzata e quali effetti produce concretamente sull’organizzazione del lavoro.
Come prepararsi all’AI Act dal punto di vista della sicurezza sul lavoro?
Per un’azienda che utilizza o intende introdurre sistemi di IA può essere utile partire da una ricognizione degli strumenti effettivamente presenti e delle loro finalità.
Occorre innanzitutto capire quali sistemi di IA vengono utilizzati, da chi e per quali attività. Successivamente è necessario verificare se il loro impiego incide sull’organizzazione del lavoro o sulla gestione dei lavoratori e se il sistema rientra in una specifica categoria di rischio prevista dall’AI Act.
Sul versante della sicurezza sul lavoro, l’introduzione di una nuova tecnologia dovrebbe essere valutata anche alla luce del sistema di prevenzione previsto dal D.Lgs. 81/2008. Quando una modifica tecnologica determina un cambiamento significativo del processo produttivo o dell’organizzazione del lavoro rilevante per salute e sicurezza, può essere necessario rielaborare la valutazione dei rischi e aggiornare le relative misure preventive.
È inoltre importante assicurare un adeguato coinvolgimento delle persone interessate. Per i sistemi ad alto rischio utilizzati sul luogo di lavoro, l’AI Act prevede specifici obblighi nei confronti dei lavoratori e dei loro rappresentanti. Il regolamento stabilisce, in particolare, che prima di mettere in servizio o utilizzare un sistema di IA ad alto rischio sul luogo di lavoro il deployer debba informare i rappresentanti dei lavoratori e i lavoratori interessati, secondo quanto previsto dall’articolo 26.
L’AI Act introduce un nuovo quadro europeo per regolamentare l’intelligenza artificiale secondo il livello di rischio. Per le aziende, il 2026 rappresenta una fase importante perché il regolamento è ormai generalmente applicabile, mentre alcune disposizioni specifiche, soprattutto quelle relative ai sistemi di IA ad alto rischio dell’Allegato III, inizieranno ad applicarsi dal 2 dicembre 2027.
Per chi si occupa di sicurezza sul lavoro, il punto fondamentale è considerare l’intelligenza artificiale anche come una possibile trasformazione dell’organizzazione del lavoro. Un algoritmo che assegna attività, valuta prestazioni o modifica i ritmi di lavoro può infatti avere effetti concreti sui lavoratori, compresi possibili rischi psicosociali.
L’AI Act non sostituisce il D.Lgs. 81/2008 e non impone automaticamente di modificare il DVR ogni volta che viene introdotta un’applicazione di IA. Tuttavia, quando l’adozione della tecnologia modifica significativamente il processo produttivo o l’organizzazione del lavoro, la normativa italiana sulla sicurezza richiede di rivalutare le conseguenze per la salute e sicurezza dei lavoratori.
Per le imprese, prepararsi significa quindi non limitarsi a verificare gli adempimenti tecnologici, ma integrare AI literacy, supervisione umana, informazione dei lavoratori e valutazione dei rischi all’interno di un sistema di prevenzione coerente con le caratteristiche concrete dell’attività.
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