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Infortuni e malattie professionali: cosa dicono le statistiche Inail

Sono uscite le statistiche relative a infortuni e malattie professionali nei primi mesi del 2022 e sono tutt’altro che incoraggianti. Anche se questi sono dati parziali, in quanto si rifanno a quanto emerso fino al 31 marzo, è possibile notare la differenza rispetto allo stesso periodo dell’anno 2021.

I dati sono visibili sul sito di INAIL da chiunque sotto forma analitica ed evidenziano in particolar modo:

  • Denunce di infortunio
  • Numero degli infortuni con esito mortale
  • Malattie professionali conclamate

Ovviamente sarà necessario attendere i dati completi riguardo l’andamento su un periodo più lungo, per essere più attendibili. Vanno infatti anche tenute in considerazione anche le denunce tardive, ma per fini statistici è possibile già avere un’idea di quello che sarà il trend complessivo.

Basti pensare che, da quanto si legge sul sito di INAIL:

“Le denunce di infortunio sul lavoro presentate all’Istituto tra gennaio e marzo sono state 194.106 (+50,9% rispetto allo stesso periodo del 2021), 189 delle quali con esito mortale (+2,2%). In aumento le patologie di origine professionale denunciate, che sono state 14.517 (+6,9%)”.

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Denunce di infortunio nel 2022

Per quanto riguarda le denunce di infortunio presentate nei primi tre mesi del 2022 si è assistito a un drammatico incremento rispetto all’anno precedente. Se nel 2021 i casi erano 128.671, nel nuovo anno si è registrato un aumento del 50,9%, arrivando a quota 194.106 denunce.

L’aumento è stato visibile sia nei casi avvenuti in occasione di lavoro con un salto del 53,1%, sia di quelli in itinere con un aumento del 31,2%.

Guardando ai diversi settori produttivi le statistiche dicono che l’andamento degli infortuni è diverso per ogni compartimento, nello specifico:

  • +46,6% nella gestione Industria e servizi (dai 109.662 casi del 2021 ai 160.813 del 2022),
  • -0,4% in Agricoltura (da 5.891 a 5.866)
  • +109,1% nel Conto Stato (da 13.118 a 27.427).
  • Trasporti e magazzinaggio (+166,9%),
  • Sanità e assistenza sociale (+110,4%)
  • Amministrazione pubblica (+73,8%).

Numeri che fanno paura e che riguardano sia i dipendenti di sesso femminile (+72,9%), sia quelli di sesso maschile (+36,1%). Inoltre è possibile dedurre dai dati anche che gli infortuni riguardano sia lavoratori italiani (+54,6%), che extracomunitari (+35,1%), che comunitari (+25,6%) con incidenza maggiore tra i 40 e i 59 anni.

L’analisi territoriale evidenzia: nel Sud (+64,3%), seguito da Nord-Ovest (+63,4%), Isole (+60,7%), Centro (+51,3%) e Nord-Est (+31,8%).

Tra le regioni con i maggiori aumenti percentuali si segnalano principalmente la Campania (+116,2%), la Liguria (+85,3%) e il Lazio (+73,8%).

Le morti sul lavoro nel 2022

Fortunatamente quando si parla di casi di infortuni mortali i dati non registrano picchi altrettanto spaventosi. Ma siamo comunque ancora lontani dal non poter più considerare le morti sul lavoro come un problema sociale.

Le denunce di infortunio sul lavoro con esito mortale presentate fino al 31 marzo sono state 189. Quattro in più rispetto alle 185 del 2021 e 23 in più rispetto alle 166 del 2020. Di queste sono aumentate quelle registrate nei casi in itinere (da 31 a 51) e sono diminuite quelle in occasione di lavoro (da 154 a 138).

Se si considerano i diversi settori produttivi:

  • Industria e servizi (da 158 a 160);
  • Agricoltura (da 16 a 20)
  • Conto stato (in diminuzione da 11 a 9)

In questo contesto sono sfortunatamente protagoniste le lavoratrici di sesso femminile (da 14 a 24). Mentre dalla parte maschile si è assistito a un calo, ma con numeri sicuramente più alti (da 171 a 165). Inoltre aumentano i casi tra lavoratori italiani (da 158 a 163), mentre per gli stranieri si ha un calo (da 27 a 26).

L’analisi territoriale mostra un incremento di 11 casi nel Centro (da 34 a 45), di 7 nelle Isole (da 8 a 15), di 3 nel Nord-Est (da 38 a 41) e di due nel Nord-Ovest (da 47 a 49).

Il Sud è il solo a registrare un calo (da 58 a 39).

Tra le regioni con i maggiori aumenti si segnalano la Lombardia e la Toscana (+8 decessi per entrambe) e il Veneto (+6). Decrescono invece l’Abruzzo (-8 casi), la Campania (-7) e il Piemonte (-5).

Denunce di malattia professionale

Per quanto riguarda le malattie professionali le denunce hanno subito un aumento, ma rimanendo comunque in linea con l’andamento generale. CI sono stati 14.517 protocolli aperti nei primi tre mesi del 2022, 934 in più che nel 2021, con un incremento del +6,9%.

Questi sono relativi ai settori:

  • Industria e servizi (+6,4%, da 11.248 a 11.963 casi),
  • Agricoltura (+11,2%, da 2.210 a 2.457),
  • Conto Stato in diminuzione (-22,4%, da 125 a 97).

Dati che si ripercuotono maggiormente sulla componente maschile che da 9.909 casi passano a 10.817 (+9,2%). Mentre per le lavoratrici si passa da 3.674 a 3700 (+0,7%), con un incidenza maggiore su lavoratori italiani (+7,2%) e comunitari (+19,4%). In calo invece gli extracomunitari che da 687 passano a 658 (-4,2%).

L’analisi territoriale evidenzia un aumento delle denunce nelle Isole (+25,6%), nel Nord-Ovest (+12,9%), nel Sud (+8,3%) e nel Centro (+3,7%), e un decremento nel Nord-Est (-0,9%).

 

Articolo a cura di Renato M.G. Sarlo

 

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Autore: Giorgio Grimani
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