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Segnaletica di sicurezza per aziende e imprese

Tutti ormai sappiamo che uno degli elementi fondamentali per la sicurezza sul lavoro è l’informazione e la segnaletica di sicurezza serve proprio a questo.

A volte infatti non basta comunicare verbalmente i rischi e i pericoli presenti in azienda per tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori. I segnali sono un modo per avere sempre ben chiare quali sono le situazioni in cui bisogna prestare un’attenzione particolare.

La segnaletica di sicurezza può essere di tipo visibile, gestuale, verbale o udibile e si differenzia anche in base alla particolarità dei casi. Il Testo Unico sulla sicurezza, che si esprime in merito, identifica le diverse tipologie e definisce situazioni in cui è obbligatoria.

In questo articolo vedremo come funziona la normativa e quali tipi di segnali esistono per rendere più sicuri i luoghi di lavoro.

Se vuoi saperne di più, continua questa lettura. Per informazioni più specifiche invece, o per una consulenza su misura, visita il nostro sito. Un nostro esperto è pronto ad aiutarti per ogni questione sulla sicurezza nella tua azienda.

Cos’è la segnaletica di sicurezza

La definizione che dà la normativa di segnaletica di sicurezza è:

“una segnaletica che, riferita ad un oggetto, ad una attività o ad una situazione determinata, fornisce una indicazione o una prescrizione concernente la sicurezza o la salute sul luogo di lavoro, e che utilizza, a seconda dei casi, un cartello, un colore, un segnale luminoso o acustico, una comunicazione verbale o un segnale gestuale”

I segnali si differenziano a seconda dell’avviso di pericolo, allerta o divieto che devono rappresentare per aiutare chi si trova nelle vicinanze a riconoscerli. Esistono svariati tipi di segnaletica che nel tempo subiscono variazioni in base alle situazioni socio-economiche, sanitarie e tecnologiche in atto.

I colori della sicurezza sul lavoro

I segnali di sicurezza visivi sono divisi in base al colore, che ne identifica le indicazioni e le prescrizioni, oltre che il significato e lo scopo. Nello specifico avremo:

  • Rosso: Per le situazioni di pericolo o allarme, ma anche per i segnali di divieto e le attrezzature antincendio. In loro presenza si devono evitare atteggiamenti pericolosi e mantenere alta l’attenzione.
  • Giallo/Arancio: Sono segnali d’avvertimento, al cospetto dei quali bisogna prestare cautela e verificare che non ci siano pericoli.
  • Azzurro: Per i segnali di prescrizione i quali indicano dei comportamenti o delle azione che richiedono l’obbligo di portare un DPI
  • Verde: Sono segnali di salvataggio o soccorso che riportano a situazioni di sicurezza: porte, uscite, percorsi, materiali, postazioni o locali.

Il colore in questo caso specifico ha un’incidenza psicologica, che permette a chi li vede di percepire il significato in modo istantaneo.

Tutti i tipi di segnali per la sicurezza sul lavoro

A seconda delle forme e dei colori i segnali si differenziano in diverse tipologie a seconda della funzione. Sono presenti:

  • Segnali di divieto: Hanno una forma rotonda con pittogrammi neri su sfondo bianco e bordo rosso a ricoprire il 35% della superficie del cartello. Indicano il divieto di comportamenti che potrebbero mettere in pericolo i lavoratori.
  • Segnali di Avvertimento: Hanno una forma triangolare e sfondo giallo, che deve ricoprire almeno il 50% della superficie e pittogrammi e bordi neri. Indicano situazioni pericolose a cui è opportuno prestare attenzione e se possibile evitarle, in quanto possono essere rischiose.
  • Segnali di Obbligo (o prescrizione): Hanno una forma tonda e sfondo blu, che deve ricoprire almeno il 50% della superficie e pittogrammi bianchi. Indicano obblighi da rispettare per evitare infortuni o incidenti oltre che informazioni fondamentali sul comportamento da mantenere.
  • Segnali di salvataggio o soccorso: Hanno una forma quadrata o rettangolare e sfondo verde, che deve ricoprire almeno il 50% della superficie. Servono per dare istruzioni sulla posizione delle postazioni di sicurezza, o dei percorsi e delle uscite.
  • Segnali antincendio: Hanno una forma quadrata e sfondo rosso con pittogrammi bianchi. Servono a indicare l’ubicazione delle attrezzature antincendio.

Cosa dice la normativa

La segnaletica di sicurezza per gli ambienti di lavoro è regolamentata dal D.Lgs 81/08, nello specifico al Titolo V “Segnaletica di salute e sicurezza sul lavoro”.

Nei suoi allegati si possono evincere le caratteristiche che i segnali devono possedere per essere considerati validi, che siano: luminosi, acustici, gestuali o verbali. Per norma tutti i luoghi di lavoro e le aziende devono apporre la segnaletica di sicurezza rispettando quanto espresso dalla normativa.

Inoltre si esprime in merito alle caratteristiche che devono avere per considerarsi adeguati, ovvero:

  • Efficacia: Devono essere, ben visibili, riconoscibili, non fuorvianti e semplici da capire
  • Collocazione: La posizione deve essere inequivocabile e relativa ai riferimenti posti nelle vicinanze
  • Colori: Devono rispettare le caratteristiche di cui abbiamo parlato nel paragrafo “I colori della sicurezza sul lavoro”
  • Dimensioni: A rappresenta la superficie del cartello espressa in m2 ed L è la distanza, misurata in metri, a cui il cartello deve essere ancora identificabile.

Quando è obbligatoria la segnaletica di sicurezza

L’articolo 163 del D.Lgs. 81/08 stabilisce che il datore di lavoro abbia l’obbligo di utilizzare la segnaletica di sicurezza in presenza di rischi per i lavoratori, altrimenti inevitabili, conformemente alle prescrizioni di cui agli allegati da XXIV a XXXII.

Il datore di lavoro deve informare i lavoratori su tutte le misure da adottare riguardo alla segnaletica di sicurezza usata in tutti i reparti ed i locali dell’azienda. Deve inoltre far loro formazione sul significato della segnaletica esposta e sui comportamenti da seguire. La violazione degli obblighi è punibile mediante sanzioni.

 

Articolo a cura di Renato M.G. Sarlo

 

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Autore: Giorgio Grimani
Aiuto le imprese ad evitare sanzioni dagli enti di controllo tecnici | QHSE | RSPP | DPO

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