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I Dispositivi di Protezione Individuali

Dispositivi di protezione individuale: guida completa ai DPI

Per Dispositivo di Protezione Individuale (DPI) si intende qualunque attrezzatura destinata ad essere indossata e tenuta dal lavoratore il cui scopo sia quello di protezione dai rischi (cosiddetti residui) sul luogo di lavoro. I DPI sono di diversi tipi, a seconda dell’attività svolta dal lavoratore e permettono di tutelare lo stesso da molteplici rischi intrinseci alla loro attività.

L’utilizzo di questi dispositivi rientra nella funzione di protezione e per tanto non conferiscono valore in fattore di prevenzione, inoltre si distinguono dai DPC (Dispositivi di Protezione Collettiva), che riguardano la prevenzione di più persone e non del singolo lavoratore.

Gli obblighi del datore di lavoro per i Dispositivi di Protezione Individuale

L’utilizzo dei Dispositivi di Protezione Individuale è regolamentato dal D.Lgs. 81/08 e all’art. 77 identifica gli obblighi rivolti al Datore di Lavoro per garantire la protezione dei lavoratori.

Il DL deve attenersi a quanto specificato nella normativa e in questo senso è opportuno:

  • Scegliere i DPI da utilizzare in base alla Valutazione dei Rischi (DVR) ed alle caratteristiche dei DPI stessi
  • individuare le condizioni d’uso dei DPI (in particolar modo in base all’uso, all’entità del rischio, alla frequenza di esposizione, alle prestazioni del DPI e alle caratteristiche del posto di lavoro)
  • fornire DPI conformi alla normativa
  • garantire le condizioni di igiene dei DPI, oltre che occuparsi della manutenzione, riparazione e sostituzione degli stessi
  • destinare i DPI all’uso personale di ogni lavoratore e impartire un’adeguata istruzione sul loro utilizzo
  • informare i dipendenti sulle caratteristiche e sulla funzione dei DPI
  • assicurare un’adeguata formazione sull’utilizzo dei DPI

Gli obblighi dei lavoratori in materia di Dispositivi di Protezione Individuale

Anche il lavoratore è soggetto ad alcuni obblighi, stabiliti anch’essi dal Testo Unico:

  • Sottoporsi al programma di informazione e addestramento e utilizzare i DPI conformemente a quanto appreso;
  • avere cura dei DPI messi a disposizione del datore di lavoro, senza apporvi alcuna modifica;
  • segnalare eventuali difetti o inconvenienti;
  • al termine dell’utilizzo seguire le procedure aziendali per la loro riconsegna.

Regolamentazione dei Dispositivi di Protezione Individuale

Le norme che regolamentano l’utilizzo dei Dispositivi di Protezione Individuale sono indicate nel Testo Unico per Salute e Sicurezza, altresì conosciuto come D.Lgs. 81/08. L’art. 74 di questa normativa definisce i Dispositivi di Protezione Individuale come:

qualsiasi attrezzatura destinata ad essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di minacciarne la sicurezza o la salute durante il lavoro, nonché ogni complemento o accessorio destinato a tale scopo.

È proprio in questo contesto che si inserisce l’importanza dei DPI, i quali devono essere messi obbligatoriamente a disposizione dell’azienda e utilizzati dai lavoratori. Inoltre essi non possono essere modificati, vanno mantenuti con cura e devono essere utilizzati correttamente.

I Dispositivi di protezione Individuali tutelano il lavoratore in maniera parziale da un determinato pericolo, sono attrezzature destinate a diminuire il rischio, ma non ad escluderlo.

Per cui i DPI sono da considerarsi misure di sicurezza aggiuntive rispetto ad altre specifiche di sicurezza da mettere in atto, ad esempio: buona progettazione dei luoghi in cui si svolge l’attività (ambiente di lavoro, campo di gioco, abitazione, ecc.), formazione, informazione, addestramento, misure organizzative, procedure di sicurezza, dispositivi di protezione collettiva, ecc.

Sono strumenti suscettibili di usura e talvolta possono addirittura essere monouso, ovvero non risulterebbe efficace se utilizzati una seconda volta.

Un esempio molto attuale in questo senso è quello delle mascherine chirurgiche adottate durante la pandemia da Covid-19.

In altri casi, come per esempio il casco da motociclista, quando un DPI svolge la sua funzione di protezione e si danneggia, non può essere riutilizzato.

È comunque necessario che il fabbricante dei Dispositivi di Protezione Individuali esplichi sul manuale di istruzioni o sull’etichetta le informazioni per il corretto metodo di utilizzo del DPI.

Requisiti dei Dispositivi di Protezione Individuali

Tali strumenti di protezione sono sottoposti a severi criteri di omologazione, nello specifico devono rispettare i seguenti requisiti:

  • essere adeguati ai rischi che devono prevenire e non costituire un rischio maggiore
  • essere adeguati alle condizioni esistenti sul luogo lavorativo
  • tenere conto delle esigente ergonomiche e di salute dei lavoratori
  • essere compatibili tra loro, qualora i rischi siano molteplici e sia necessario l’utilizzo in contemporanea di più DPI
  • essere facili da indossare e da togliere in caso di emergenza

Inoltre da questa categoria sono da escludersi strumenti e attrezzature che non rispondono ai requisiti appena espressi, non sono DPI quindi:

  • Indumenti lavorativi ordinari e uniformi non utili alla salute e alla sicurezza del lavoratore
  • attrezzature dei servizi di soccorso e salvataggio
  • attrezzature di protezione individuale per mantenere l’ordine pubblico (dotazione delle forze armate)
  • DPI dei mezzi di trasporto stradali
  • materiali sportivi
  • materiali di autodifesa e i dissuasivi
  • apparecchi portatili per individuare e segnalare rischi e fattori nocivi

DPI: Categorie e tipologie di Dispositivi di Protezione Individuale

La normativa di legge espressa nel Testo Unico che regolamenta i Dispositivi di Protezione Individuale classifica i DPI in tre categorie divise in base al grado di rischio del lavoro svolto.

  • I categoria: dispositivi di facile progettazione e destinati a salvaguardare gli utilizzatori da danni lievi, sono autocertificati dal produttore;
  • II categoria: tutti i DPI che non rientrano nelle altre due categorie, presentano un rischio significativo come ad esempio per occhi, mani, braccia e viso, sono un prototipo certificato da un organismo di controllo autorizzato e notificato;
  • III categoria: dispositivi di progettazione complessa e destinati a proteggere gli utenti da rischi di morte o di lesione gravi; questa categoria comprende tutti i DPI per le vie respiratorie e protezione dagli agenti chimici aggressivi, sono un prototipo certificato da un organismo di controllo autorizzato e notificato, e controllo della produzione.

Un’ulteriore differenziazione è data dalla funzione del DPI e dall’area anatomica che ha il compito di proteggere. In questo senso si hanno dispositivi di protezione destinati a:

  • Protezione delle vie respiratorie
  • protezione degli arti superiori
  • protezione degli occhi
  • protezione dell’udito
  • protezione del capo
  • protezione degli arti inferiori
  • protezione dalle cadute dall’alto
  • protezione del corpo e della pelle
  • visibilità (indumenti ad alta visibilità).

Se questo articolo ti è stato d’aiuto e stai cercando altre informazioni sul tema Sicurezza sul luogo di lavoro per la tua azienda, contattaci. Noi di Grimani Consulenze saremo pronti a rispondere ad ogni tua domanda.

 

Articolo a cura di Renato M.G. Sarlo

 

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Autore: Giorgio Grimani
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