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Sindrome da visione al computer: Occhio alla luce blu

Al giorno d’oggi sono sempre di più i lavoratori che operano attraverso un videoterminale, motivo per cui è importante parlare di luce blu.

Passare tanto tempo di fronte a uno schermo con un’intensità e una concentrazione elevata può causare la sindrome da visione al computer. È un rischio che aumenta la sua pericolosità e diffusione con l’affermarsi del lavoro digitale. La causa principale di questa malattia è proprio dovuta alla luce emessa dai PC e dagli schermi digitali in generale, ma non solo.

È un fenomeno negativo che ha assunto una portata preoccupante soprattutto con l’affermarsi del lavoro da remoto e dello smart working.

Fortunatamente esistono metodi per prevenire l’affaticamento visivo e le altre patologie che un uso scorretto dei videoterminali possono causare.

In questo articolo scoprirai come riconoscere i vari sintomi, per capire come prevenirli ed evitare di incorrere in spiacevoli conseguenze.

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Cos’è la sindrome da visione al computer

La sindrome da visione al computer indica un affaticamento visivo e mentale, causato da una lunga esposizione agli schermi elettronici dotati di luce blu. Può anche essere chiamata sindrome da schermo elettronico o stanchezza cronica da schermo.

La maggior parte degli schermi elettronici, come per esempio gli schermi LED e LCD che troviamo nei  PC o negli Smartphone, emettono luce blu.

Questo colore persistente agisce sulla pigmentazione retinica dell’occhio causando uno stress ossidativo.

L’ormone che risente maggiormente di questa interferenza è la melatonina, ovvero quella molecola che regola le fasi di sonno e veglia, detti ritmi circadiani. Sono dei meccanismi fondamentali per la sopravvivenza, regolati dalla ghiandola pineale, che non può distinguere le luci artificiali da quelle naturali. Così ne risulta scompensata, provocando reazioni fisiche come affaticamento visivo e spossatezza. 

Come riconoscere la sindrome da luce blu: Sintomi

Se sei un lavoratore che passa molto tempo davanti a schermi a luce blu ci sono diversi sintomi a cui dovresti portare attenzione. La cosa più importante da considerare è il grande sforzo a cui l’occhio viene sottoposto a causa della carenza di melanina.

Ma non è solo la nostra vista ad essere minacciata, perché a contribuire ai rischi connessi alla sindrome da visione al computer ci sono anche:

  • Deficit dell’attenzione, causato dall’eccessivo multitasking;
  • Scompensi muscolo-scheletrici, derivanti da una vita sedentaria o da una postura scorretta;
  • Isolamento, dovuto alle scarse interazioni non virtuali.

Attenzione quindi alla stanchezza cronica, al mal di testa, ma anche al mal di schiena e le cervicali. Possono essere tutti sintomi di un’eccessiva esposizione alla luce blu, che sta causando la stanchezza cronica da schermo.

Come prevenire la sindrome da visione al computer

I lavoratori a rischio di sviluppare la sindrome da computer possono prevenire l’insorgere del problema, ma prima di tutto devono essere informati. La consapevolezza del pericolo è la prima forma di difesa per attuare le contromisure necessarie a tutelare la propria salute. A questo proposito torneranno sicuramente utili le nozioni di ergonomica al fine di assumere la giusta postura e operare in un ambiente idoneo.

Inoltre si consiglia di limitare il multitasking, per quanto renda agile il lavoro, perché inficia sulla possibilità di commettere errori.

Nello specifico invece, si può iniziare prendendo delle buone abitudini:

  • Dare riposo agli occhi per 20 secondi ogni 20 minuti di lavoro, un buon modo può essere osservare qualcosa lontano alzandosi in piedi.
  • Utilizzare schermi ad alta definizione, posizionati correttamente a 50-70 cm dal volto, con il bordo superiore ad altezza sopracciglio.
  • Regolare la luminosità in modo che sia poco superiore dall’ambiente naturale e non abbia riflessi.
  • Impostare programmi o app che rendano la luce dello schermo più gialla, oppure acquistare degli occhiali anti luce blu.
  • Mantenere la postura corretta, avvicinando gli schermi agli occhi e non viceversa.
  • Assicurarsi che l’ambiente di lavoro rispetti i criteri dell’ergonomica, soprattutto per quanto riguarda l’illuminazione.

Chi è più a rischio di affaticamento visivo

La sindrome da computer può essere potenzialmente un problema per chiunque svolga un lavoro che richieda lunghe sessioni al computer. Anche se pure chi non svolge un lavoro di questo tipo, ma passa comunque molto tempo esposta a schermi elettronici, può esserne colpito.

Ad ogni modo la grande crescita che i lavori da remoto hanno acquisito, vista la grande crescita tecnologica degli ultimi anni, ha allargato il problema.

Ad inficiare sulla comparsa e sulla modalità in cui la sindrome si manifesta ci sono le abitudini di ogni individuo.

Il modo in cui si sta davanti al PC, in cui si utilizzano gli altri dispositivi e la durata delle sessioni in particolar modo. Da questi possono derivare nei singoli scompensi di tipo visivo, neurologico o muscolo-scheletrico.

Quali danni causa la sindrome da visione al computer

La sindrome da visione al computer può essere scatenata da diversi fattori, che possono agire sia individualmente che in concomitanza. Tra questi troviamo la luce blu, la scarsa risoluzione dello schermo e la tendenza a sbattere meno le palpebre quando si usa il computer.

Lo sforzo a cui si sottopone l’occhio causa effetti collaterali, come:

  • Irritazione e arrossamento degli occhi: per la lunga esposizione a schermi illuminati;
  • Secchezza oculare: a causa della minor idratazione del tessuto da parte delle palpebre;
  • Astenopia: per lo sforzo oculare;
  • Insonnia: a causa della mancanza di melatonina;
  • Mal di testa e cefalee: per l’eccessivo affaticamento oculare.

Se ignorate, queste patologie possono peggiorare fino a diventare croniche e addirittura degenerare in qualcosa di peggiore, come la maculopatia.

 

Articolo a cura di Renato M.G. Sarlo

 

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Autore: Giorgio Grimani
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