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Smart working: opportunità o motivo per approfittare?

Fonte: nuovomille.

Nei giorni scorsi mi sono imbattuto in un articolo in cui Salvini dice che gli artigiani vanno a lavorare con 40 di febbre e poi ci sono i dipendenti pubblici in smart working (l’ho pubblicato anche sulle mie pagine Facebook e Linkedin).
Tralasciando la politica di contrapposizione (giusta o sbagliata che sia ma non ci interessa in questo post), è interessante vedere che ancora in molti non hanno capito una delle splendide opportunità che il Covid-19 ci ha lasciato, ossia il lavoro agile.

Il quale, se fatto correttamente, è una risorsa fantastica e non solo per i lavoratori dipendenti ma anche per le aziende. Gli esempi sono tanti, ma soprattutto fuori dai nostri confini nazionali, per cui si tendono a vedere come qualcosa che in Italia “non funziona”…
Infatti, non tutti sembrano capire i vantaggi ma si soffermano solo sugli svantaggi, ossia quelli di non poter “controllare” l’operato dei lavoratori, capire se stanno svolgendo il proprio lavoro oppure no.
Forse perché hanno ancora una tipologia di attività legata all’orario di lavoro e non ai “risultati”??? Se ben organizzato, dando obiettivi e scadenze, tutti sarebbero più produttivi e sereni, sia i lavoratori che, dovendosi responsabilizzare, sapranno cosa fare ed entro quando farlo, sia i datori di lavoro, che sono tranquilli sulle attività da svolgere e sulle consegne… E comunque questo, ad oggi, è ancora il miglior modo per tutelare la salute dei propri lavoratori, evitando la presenza si evita anche la diffusione o il contagio; che poi ha un risvolto di tutela anche della propria azienda e carica di datore di lavoro, se proprio vogliamo dirla tutta…

Sicuramente sarà necessario un minimo di investimento iniziale per poter permettere a tutti di usufruire di strumenti informatici (PC portatili, connessioni internet, software ecc.), ma questo può essere ripagato dal minor utilizzo di PC fissi e rete aziendale super veloce, da locali di una sede di lavoro ecc.
Continueranno sempre ad essere presenti attività e lavori che comunque non potranno essere svolti in smart working, tipo il lavoro dell’artigiano di cui parlava l’articolo e tanti altri, ma non per questo dobbiamo perdere quest’opportunità che comunque può interessare… qualche milione di lavoratori? Il treno (di solito) passa una volta sola, e perderlo perché qualcuno ancora non è in grado di capire la profonda trasformazione del lavoro (e non solo) che il Coronavirus ci sta dando mi sembra veramente assurdo!

La crisi creata dal Covid-19 purtroppo non è terminata, sicuramente in questo periodo si è affievolita (non terminata però) ma ancora sono necessarie diverse misure di contenimento o di protezione, dall’utilizzo delle mascherine, alla misurazione della temperatura, dalle sanificazioni all’igiene personale. I protocolli governativi non sono stati ancora aboliti, ma, soprattutto, cosa succederà ad ottobre che ritornerà il periodo influenzale? Si ritornerà come a marzo?

Poiché non possiamo escluderlo a priori, organizziamoci per tempo, chi può naturalmente, ed in questo modo comunque tuteliamo anche chi non può organizzarsi, poiché ci sarà sempre meno gente in giro…

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Autore: Giorgio Grimani
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