- 26 Agosto 2026
- Posted by: Giorgio Grimani
- Categoria: Senza categoria
Per chi gestisce un hotel, un campeggio, un villaggio turistico, uno stabilimento balneare, una piscina o una struttura ricettiva stagionale, l’estate rappresenta il momento più intenso dell’anno. Aumentano le presenze, i turni di lavoro, le attività all’aperto e il ricorso a personale stagionale. Di conseguenza, cresce anche la necessità di organizzare il lavoro in modo sicuro.
Parlare di vacanze sicure, quindi, non significa occuparsi soltanto della tutela degli ospiti, ma anche della salute e della sicurezza delle persone che lavorano nella struttura. Il riferimento principale resta il D.Lgs. 81/2008, che impone al datore di lavoro di valutare tutti i rischi presenti nell’attività, compresi quelli collegati all’organizzazione del lavoro e alla specifica tipologia contrattuale dei lavoratori.
Per una struttura estiva, questo significa trasformare la prevenzione in un’attività concreta e quotidiana, non limitata alla sola documentazione.
Vacanze sicure: il primo passo è un DVR aggiornato
La gestione della sicurezza parte dalla valutazione dei rischi. Il DVR deve considerare le condizioni effettive in cui il personale lavora e individuare le misure di prevenzione e protezione necessarie. La normativa richiede inoltre di rielaborare la valutazione quando cambiano in modo significativo il processo produttivo o l’organizzazione del lavoro, oppure quando emergono nuove esigenze legate alla prevenzione.
Per una struttura stagionale questo aspetto è particolarmente importante. L’apertura estiva può comportare:
- aumento del numero dei lavoratori;
- inserimento di personale stagionale;
- nuovi turni e orari prolungati;
- attività svolte prevalentemente all’aperto;
- utilizzo di attrezzature e prodotti differenti;
- maggiore affluenza in cucine, piscine, aree comuni e spazi di servizio.
Il DVR deve quindi essere coerente con il modo in cui l’azienda opera realmente durante la stagione.
Il personale stagionale deve essere formato e informato
Uno dei punti più delicati riguarda i lavoratori stagionali. Il carattere temporaneo del rapporto di lavoro non elimina gli obblighi in materia di salute e sicurezza.
Il datore di lavoro deve garantire ai lavoratori un’adeguata informazione sui rischi generali e specifici, sulle procedure di emergenza e sulle misure di prevenzione adottate.
Inoltre, nel 2026 occorre considerare il nuovo Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 24 maggio 2025, che ha rivisto durata e contenuti minimi della formazione in materia di salute e sicurezza. Il Ministero del Lavoro ha pubblicato anche specifiche FAQ per chiarirne l’applicazione.
Per una struttura estiva è quindi opportuno verificare prima dell’avvio della stagione che ogni lavoratore abbia ricevuto la formazione prevista in relazione alla mansione e ai rischi effettivamente presenti.
La formazione, inoltre, deve essere comprensibile per chi la riceve. Questo assume particolare rilievo nelle realtà turistiche caratterizzate dalla presenza di lavoratori provenienti da Paesi diversi.
Caldo e stress termico: un rischio da valutare
Quando si parla di sicurezza nelle strutture estive, il caldo merita un’attenzione specifica. Addetti alla manutenzione, personale di spiaggia, giardinieri, operatori delle piscine, personale impegnato nelle aree esterne e altri lavoratori possono trascorrere molte ore in condizioni di elevata temperatura.
INAIL considera lo stress termico un rischio che può compromettere la salute dei lavoratori, soprattutto negli ambienti caratterizzati da temperature elevate. Il microclima dipende da diversi fattori, tra cui temperatura, umidità, temperatura radiante e velocità dell’aria.
La gestione del rischio non dovrebbe quindi limitarsi alla semplice raccomandazione di bere acqua. Occorre valutare l’organizzazione del lavoro e adottare misure adeguate alle condizioni effettive: pause e recuperi, disponibilità di acqua, possibilità di utilizzare aree ombreggiate o fresche, organizzazione degli orari e riduzione, quando possibile, delle attività più impegnative nelle ore maggiormente critiche.
Il tema è diventato ancora più centrale negli ultimi anni. Nel 2026 INAIL ha concluso il progetto Worklimate 2.0, dedicato proprio agli effetti delle temperature estreme su salute, sicurezza e produttività, sviluppando strumenti e modelli a supporto della prevenzione.
Anche il sole è un rischio professionale
Le attività all’aperto comportano inoltre un’esposizione alla radiazione ultravioletta solare. INAIL indica l’esposizione alla radiazione solare UV come un rischio professionale per i lavoratori outdoor.
Per una struttura estiva possono essere interessati, ad esempio, gli addetti alla manutenzione, alla pulizia delle aree esterne, alla cura del verde o ad altre attività svolte sotto esposizione diretta.
Anche in questo caso la prevenzione passa soprattutto dall’organizzazione: limitazione dell’esposizione nelle ore più critiche quando possibile, alternanza delle attività, disponibilità di zone ombreggiate e utilizzo delle misure protettive individuate dalla valutazione dei rischi.
Pavimenti bagnati, movimentazione e prodotti chimici
Piscine, docce, spogliatoi, cucine e aree di servizio presentano altri rischi facilmente sottovalutabili.
Scivolamenti e cadute possono essere favoriti dalla presenza di acqua, detergenti o superfici non adeguatamente gestite. La prevenzione richiede attenzione alle condizioni degli ambienti, alle procedure di pulizia e alla segnalazione delle situazioni di pericolo.
Un altro elemento importante è la movimentazione manuale dei carichi. Nel settore alberghiero e della ristorazione sono frequenti attività che comportano sollevamento, trasporto, spinta e traino. INAIL sottolinea l’importanza di valutare questo rischio considerando caratteristiche dei carichi, frequenza delle operazioni, ambiente di lavoro e organizzazione dell’attività.
A questo si aggiunge il possibile utilizzo di detergenti e altre sostanze chimiche. L’informazione ai lavoratori deve comprendere anche i pericoli legati all’impiego delle sostanze e le misure di protezione previste.
Non è un aspetto secondario: una recente analisi INAIL sul comparto alberghiero e della ristorazione evidenzia la presenza di rischi fisici, chimici, ergonomici e organizzativi e una significativa incidenza dei disturbi muscoloscheletrici.
Vacanze sicure significa anche gestire correttamente le emergenze
Una struttura ricettiva deve prevedere procedure chiare per affrontare le emergenze e assicurarsi che il personale sappia come comportarsi.
La gestione della sicurezza antincendio nei luoghi di lavoro è disciplinata, tra gli altri riferimenti, dal D.M. 2 settembre 2021 e dal D.M. 3 settembre 2021, che hanno aggiornato il quadro dei criteri per la gestione dell’emergenza e per la progettazione e gestione della sicurezza antincendio.
Per alcune strutture turistico-ricettive sono inoltre previste specifiche disposizioni di prevenzione incendi. I Vigili del Fuoco, ad esempio, richiamano la normativa relativa alle attività ricettive turistico-alberghiere e alle strutture ricettive all’aria aperta, come campeggi e villaggi turistici, anche in relazione alle soglie di assoggettabilità previste dalla disciplina vigente.
La sicurezza non si esaurisce, quindi, nella presenza degli estintori: servono organizzazione, addetti formati, procedure conosciute e controlli periodici.
Una struttura estiva sicura parte dalla prevenzione
Per chi gestisce una struttura turistica, preparare la stagione significa anche verificare che il sistema di sicurezza sia realmente pronto a sostenere il maggiore carico di lavoro.
Vacanze sicure significa avere un DVR coerente con l’attività, formare correttamente i lavoratori, valutare caldo e attività all’aperto, controllare attrezzature e ambienti, gestire correttamente prodotti e procedure di emergenza.
Il punto centrale non è aggiungere adempimenti alla stagione estiva, ma organizzare il lavoro affinché la sicurezza faccia parte del funzionamento quotidiano della struttura. In un periodo caratterizzato da maggiore intensità operativa e presenza di personale stagionale, una prevenzione concreta può contribuire a ridurre situazioni di rischio e a rendere più efficiente anche la gestione dell’attività.
Per questo, prima dell’apertura della stagione, è utile chiedersi non soltanto se la documentazione sia formalmente presente, ma se le procedure di sicurezza corrispondano davvero a come si lavora ogni giorno. È da questa verifica che dovrebbe partire una corretta strategia di prevenzione.
Scopri Gratis se la tua struttura segue le norme sulla sicurezza sul lavoro e se è protetta da rischi e sanzioni in caso di controllo, compilando il form qui sotto!